il segnalibro preferito di superqueen (qui e qui foto delle vere rose black beauty)

aggiornamento dell’aggiornamento: more roses from superqueen (i like the yellow one).


il segnalibro preferito di superqueen (qui e qui foto delle vere rose black beauty)

aggiornamento dell’aggiornamento: more roses from superqueen (i like the yellow one).


e invece da b. torno sempre con borse piene di cibo e di libri di quand’ero giovane (quando non di un gran magone – ma del resto di famiglia ognuno ha la sua, come diceva la mia amica i. in modo solo apparentemente lapalissiano).

tutto ciò non c’entra, o non molto,* con il monday bud blogging; c’entra invece l’odore di giardino bagnato, per me l’odore più proustiano che ci sia (qui si inserirebbe un odorama, potendo).
ma perché è così odoroso il giardino bagnato? non sarebbe male reperire qualche elemento di spiegazione scientifica di questo fenomeno così travolgente.
(*ci sarebbero da mettere in conto la zucca a righe, la giardiniera, la marmellata di castagne.)
in occasione dell’apertura dell’italico itunes music store, musica di giovedì riporta una serie di liste di brani come consigli per gli acquisti: che tristezza, nella colonna chiamata one-hit wonders sono finiti edwin collins e mink de ville (e anche i poveri blue oyster cult).

non avevo mai visto strada a doppia corsia di monte hellman.
on route 66 filming two-lane blacktop (rolling stone 1970), sceneggiatura.
ieri sera ho aggiornato il programma e curiosato un po’, ma senza fare danni, nonostante l’estrema facilità con cui questo può accadere.
e accadrà, perché – comunque si voglia commentare il prezzo: rapportandolo a quello americano, dividendolo in chi-prende-cosa ecc. – 99eurocent per una canzone che mi piace e di cui non desidero l’album, oppure 9,99 euro per un album che non mi suscita esigenze feticistiche, sono una valida sfida all’esoso prezzo dei cd.
ma è successo che, davanti ai miei goffi tentativi di comunicare una certa emozione per l’evento, l’homo analogicus mi dice: e la qualità? saranno mp3.
e io sdegnata: macché mp3, sono aac!
e lui tranquillo: ma sono comunque peggio del cd.
ora, visto il basso livello di questa conversazione, oggi ho cercato di leggere qualcosa di preciso sulla qualità del suddetto standard aac, ma invano. si va da dichiarazioni pubblicitarie a disquisizioni superstiziose a forum dispersivi. io mi sento di presupporre che il mio orecchio, abituato ad ascoltare, sì, e a volte persino esigente ma non certo audiofilo, non si possa risentire tanto se gli propino gli aac di itunes, che si dice siano fatti non dai cd ma dai master (sarà vero?). però mi viene un po’ di paranoia per la possibilità che un appiattimento sonoro si possa generalizzare in maniera così strisciante (un conto è se mi faccio una brutta copia di un disco di cui conosco e apprezzo l’originale – infatti il mio uso dell’ipod è in parti uguali un ascolto e un riconoscimento della musica che ci metto -, un altro è togliermi da sola la possibilità di conoscerlo e apprezzarlo).
chi sa, parli: se mi tranquillizzo sulla qualità ne risentirà il portamonete; se invece prevale la disillusione, avrò almeno il vantaggio del risparmio.
sedicinove butta via «quasi vent’anni di uh me lo registri? ti porto la cassetta domani, di cazzo non ci sta per un pelo su una 45, o di mi raccomando, schiaccia il tasto dolby».
100 copertine di nastri vergini: compact cassette cover gallery.
non si trovano molto di frequente riprodotte in rete (vedo che ne aveva raccolte alcune il weblog giornale nuovo).*
io sono abbastanza contenta di questo libricino che mi è ricapitato in mano l’altra sera, catalogo di una mostra romana dell’80, dove ne sono riprodotte 147 (tra cui dei bellissimi ex libris).



update 12.01.05: ho ripescato il pel di carota illustrato da vallotton, ca 1902 (jules renard, poil de carotte, avec 50 dessins de f. vallotton, flammarion 1938, comprato in italia per lire 10.000).



update settembre 2007: trovato la vita assassina, romanzo, con sette disegni dell’autore (molto simili alle stampe), adelphi 1987.
* now (2013) resources abound:
félix vallotton’s reinvention of the woodcut
cercando vallotton ho trovato alla national gallery di washington una mostra su mary cassatt, «one of the few american artists active in the nineteenth-century french avant-garde»: belle incisioni a colori un po’ nabis, 1890-91.

ho appena letto sul sito della bbc che è morto john peel. ma non era eterno, john peel? no, non è giusto.
per chiunque ami la musica e per chiunque ami la radio è una perdita enorme. il mito delle peel sessions per me si era rinverdito da quando la connessione di casa permetteva di sentire lui, the man himself, in diretta, sempre avanti anni luce rispetto alle nostre orecchie – ma non c’era mai tempo, non l’ho ascoltato abbastanza. e ora, che connessione ci vorrà?