scaffali: traduzione II

A distanza di parecchi anni mi sono decisa ad aggiornare lo scaffale, dove c’è un po’ di tutto – translation studies, testimonianze di traduttori, manuali, storia e storie…

PS era bello tenere vicini in bibliografia i libri di Susan Bassnett e Susanna Basso, ma poi li ho divisi per argomento 🙂

Raccolte di saggi

aut aut 334, Compiti del traduttore, aprile-giugno 2007

Angela Albanese e Franco Nasi (a cura di), L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia: 1900-1975, Longo editore 2015

Gianfranco Petrillo (a cura di), Tradurre – pratiche teorie strumenti. Un’antologia dalla rivista, 2011-2014, Zanichelli 2016

Sergio Portelli, Bart Van den Bossche e Sidney Cardella, Traduttori come mediatori culturali, Franco Cesati 2016

Saggi e manuali

Susan Bassnett, La traduzione. Teorie e pratica, Bompiani 1993 (rist. 2015)

Antoine Berman, La traduzione e la lettera o l’albergo della lontananza, a c. di Gino Gometti, Quodlibet 2003

Silvana Borutti, Ute Heidemann, La Babele in cui viviamo, Bollati Boringhieri 2012

Andrea Di Gregorio, Il vademecum del traduttore, Società editrice Dante Alighieri 2014

Bruno Osimo, Manuale del traduttore, Hoepli 2011

Bruno Osimo, Propedeutica della traduzione, Hoepli 2010

Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi, La Lepre 2017

Peeter Torop, La traduzione totale. Tipi di processo traduttivo nella cultura, a c. di Bruno Osimo, Hoepli 2010

In particolare sulla traduzione letteraria dall’inglese in italiano

Susanna Basso, Sul tradurre, Bruno Mondadori 2010

Franca Cavagnoli, La traduzione letteraria anglofona, Hoepli 2017

Franca Cavagnoli, La voce del testo, Feltrinelli 2012

Massimiliano Morini, Tradurre l’inglese. Manuale pratico e teorico, il Mulino 2016

Massimiliano Morini, La traduzione. Teorie strumenti pratiche, Sironi 2007

Tim Parks, Translating Style (second edition), Routledge 2014

In particolare sulla traduzione di poesia

Franco Buffoni, Con il testo a fronte, Interlinea 2007

Valerio Magrelli, La parola braccata, Il Mulino 2018

Poesie sulla traduzione

Nicola Gardini, Tradurre è un bacio, Giuliano Landolfi 2015

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scaffali: inventari di vite

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto delle mensole domestiche.

Eugenio Baroncelli, Mosche d’inverno. 271 morti in due o tre pose, Sellerio 2010.
Norman Douglas, Biglietti da visita. Un viaggio autobiografico, trad. di J. Rodolfo Wilcock, Adelphi 1983.
Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, 1979; ed. accresciuta Adelphi 1995.
J. Rodolfo Wilcock, La sinagoga degli iconoclasti, Adelphi 1972.

scaffali: james joyce – finnegans wake

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto delle mensole domestiche.

Chester G. Anderson, Joyce, tr. it. di Maria Teresa Marenco, Leonardo, Milano 1989 (breve biografia con molte illustrazioni)

Anthony Burgess, Re Joyce, Norton 1968, reiss. 2000

Joseph Campbell and Henry Morton Robinson, A Skeleton Key to Finnegans Wake, edited and with a new foreword by Edmund L. Epstein, New World Library 2013

Umberto Eco, Le poetiche di Joyce, Bompiani 1982 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

Gisèle Freund, Tre giorni con Joyce, Abscondita 2001

James Joyce, Finnegans Wake, Oxford University Press 2012

James Joyce, Anna Livia Plurabelle, tr. it. di Joyce e Frank, tr. fr. di Beckett et al., Einaudi 1996 (da biblioteca, altrimenti irreperibile)

James Joyce, Finnegans Wake H.C.E., tr. it. di Luigi Schenoni, Mondadori 1982 (libro primo, capp. 1-4)

James Joyce, Finnegans Wake libro primo, capitoli 5-8, a cura di Luigi Schenoni, Mondadori 2017

James Joyce, Finnegans Wake libro secondo, capitoli 1 e 2, a cura di Luigi Schenoni, Mondadori 2017

James Joyce, Finnegans Wake libro secondo, capitoli 3 e 4, a cura di Luigi Schenoni, Mondadori 2017

James Joyce, Finnegans Wake libro terzo, capitoli 3 e 4, a cura di Enrico Terrinoni e Fabio Pedone, Mondadori 2017

James Joyce-J. Rodolfo Wilcock, Finnegans Wake, Giometti & Antonello 2016

Philip Kitcher, Joyce’s Kaleidoscope. An Invitation to Finnegans Wake, Oxford University Press 2007 (Kindle edition)

Roland McHugh, Annotations to Finnegans Wake, fourth edition, Johns Hopkins University Press 2016

Edmund Wilson, «Il sogno di H.C. Earwicker», in La ferita e l’arco, tr. it. di Nemi D’Agostino, Garzanti 1956, 1973

Scaffali: Ornella Volta

Gli scaffali sono minibibliografie (o a volte anche discografie) compilate a posteriori, prendendo atto del contenuto delle mensole domestiche.

Ornella Volta: esperta di vampiri e altri mostri letterari, cronista del maggio parigino, in seguito è diventata la massima studiosa di Satie. Non compare su Wikipedia ma su Wikipédia.

Poche le altre tracce di lei in rete:

un suo articolo abbastanza recente su alfabeta

una breve intervista in francese

un articolo su di lei su una rivista di fantascienza che potrei recuperare (in Italia è personaggio di culto per gli amanti dell’horror)

la traduzione inglese della corrispondenza con l’editore parigino che stentava a riconoscerle i diritti per la curatela del libro di Satie

una sua apparizione a un festival cinematografico a Trieste, dov’è nata.

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Scopro OV anche fine traduttrice: nel volume Frankenstein & C., il «prontuario di teratologia filmica» da lei curato, oltre agli arguti interventi critici sono sue anche le versioni dei testi di Stevenson, Wells, Stoker, Leroux, Connell, Seabrook, Swift.

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Aggiornamento: ancora OV enciclopedica e arguta descrittrice del soprannaturale, passando dal malefico al salvifico (la concezione dell’aldilà nelle varie religioni). Ornella Volta, Guida dell’altro mondo, disegni di Philippe Druillet, Editoriale Milanese 1970.

Lo scaffale di Alice

aggiornato all’ultimo (non) compleanno e pure in ordine cronologico.

• nel paese delle meraviglie di lewis carroll con acquerelli di arturo rackham, fatto italiano da emma g. cagli, istituto italiano di arti grafiche, bergamo s.d. [1908]

• alice’s adventures in wonderland by lewis carroll illustrated by arthur rackham, william heinemann, london 1907, fourth impression 1919

• the complete alice & the hunting of the snark by lewis carroll, illustrated by ralph steadman, jonathan cape, london 1986

• lewis carroll, alice in wonderland, illustrated by lisbeth zwerger, north-south books, london-new york 1999.

• lewis carroll, the annotated alice: the definitive edition (alice’s adventures in wonderland & through the looking glass), introduction and notes by martin gardner, illustrations by john tenniel, w.w. norton & c., new york-london 2000.

• lewis carroll, alice nel paese delle meraviglie, traduzione di aldo busi, testo originale a fronte, feltrinelli 1993 (2004)

• bryan talbot, alice in sunderland, jonathan cape 2007

• lewis carroll, alice, edizione annotata da martin gardner, traduzione e cura di masolino d’amico, illustrazioni originali di john tenniel, rizzoli (bur-extra) 2010

• lewis carroll, le avventure di alice nel paese dell meraviglie attraverso l’arte di yayoi kusama, orecchio acerbo, roma 2013

Quest’anno sarebbe uscito pure (ma lo lasciamo lì dov’è):
The Annotated Alice: 150th Anniversary Deluxe Edition, combining the previous works of Gardner and expanded by Mark Burnstein, president emeritus of the Lewis Carroll Society of North America. It includes features such as more than 100 new or updated annotations, over 100 new illustrations by Salvador Dali, Beatrix Potter, Ralph Steadman, and 42 other artists and illustrators (in addition to original art by Sir John Tenniel), and a filmography of every Alice-related film by Carroll scholar David Schaefer.

A questo punto sarei più per il merchandising: ho già il mug con il gatto che sparisce; via verso le carte da gioco.

the ocean at the end of my lane

the ocean at the end of the lane by neil gaiman is not an especially well written book, I thought while reading it last summer (maybe I was bothered by some repetitions, I am that way inclined). but, being maybe a little more conventionally, even “commercially” written to my ear than some of his older work,* it made me see what really strikes me in his novels and stories: a unique grace in making imagination meet reality, fishing deep in personal, vivid feelings while using well-loved props and figures from fantastic literature. whether it's in a more carefully crafted or a more script-like writing, nothing like a neil gaiman book makes my mind travel in a new world while feeling so much (and not safely) at home. 

this time, I found a bit of ocean that was quite literally about me. not just the general idea of a childhood spent reading, with obscure fears lurking in the shadows; that would be much too easy. no, it's the specific bit about living in an old house and liking it because it looks like something from the books you read, and climbing in and out of windows because that's what happens in the books you read. that I used to do – and climbing trees had the same appeal in spite of my non-athletic nature – exactly for that reason. I read ocean and it came back to me, the moment in time when I started to value real life things according to my own mind system, picking up not from examples around me, but from a larger cultural universe. that's when my inner life began (and my social life ended, possibily). and that does lead you to think of life and death in a slightly different way, you know.

so happy that garnant wrote this, so I don't have to (Internet reading and commenting is playing with mirrors in a way).

* I thought this also because, just after reading ocean, I picked up the bridge by iain banks (I had been wanting to read him for ages, how typical of me to start doing it after he's gone): the splendidly polished literary prose is there, but I still have to find a hook drawing me inside the story. I hope I will.

 

 

the heart and the book

More than ten years ago, at the National Gallery in London, I purchased a mouse mat depicting a fascinating detail from a Flemish painting (I’ve never seen the actual painting though).

It is still my mouse mat at work, but only today I discovered there is a whole (regularly shaped) book devoted to this subject:

«The notion of the heart as a “book” containing a person’s thoughts, feelings, or memories is one of most prominent forms of heart symbolism in the Middle Ages. In romances, lovers’ hearts were inscribed with the name or image of their beloved, while saints’ legends celebrated martyrs whose hearts received marks of special divine favor. Clergy were instructed to let their inner scribe copy God’s commands onto the pages of their hearts, and ordinary believers prayed for Christ to write the memory of his Passion in their “heart books.” Artists portrayed authors holding a heart and a pen, and some late-medieval paintings depicted the sitter as a scribe or reader holding a heart-shaped manuscript codex. Medieval artisans even produced actual heart-shaped manuscript books, some of which still survive.»
Eric Jaeger

the heart is a book

the Master of the View of Sainte Gudule:

The Metropolitan Museum of Art, New York

The National Gallery, London

dick stone, illustratore

con tutto quello che si può preconizzare di meraviglioso nel regno (per lo più ancora immaginario) del libro elettronico, mi trovo sempre di più ad amare gli esiti felici di un uso dell’immagine stampata fortemente influenzato dai limiti tecnici – insomma i vecchi disegni riprodotti a due colori di cui ormai abbiamo una discreta collezione.

questo è uno dei primi volumi di selezione del libro pubblicati dal reader’s digest italiano; riproduce una scelta di condensed books della casa madre con relative illustrazioni, fra cui queste di dick stone (il libro italiano è del 1956, ma le illustrazioni non saranno di molto precedenti, poiché l’edizione integrale del romanzo è del 1955).

altre notizie su dick stone sul blog di illustrazioni degli anni 40 e 50 today’s inspiration: puntate 1, 2, 3.