proofreading and ebooks

let's suppose that one day book production will be devoted only to ebooks. the production process is already largely digital, but will we still have to print out book proofs?  I think yes, because proofreading – which can  be properly done only on paper, until e-ink really solves its readability issues… or maybe every copydesk gets a very big kindle… – will be even more important.  typos are annoying in a printed book, but should be avoided at all costs in ebooks, because they affect one of the e-text main features: searchability (also: since the reader can adjust the text size, they will probably look more prominent in ebooks). that's in theory, because the ebooks production I see happening is still so haphazard that near to nobody really cares for high standards content. anyway, it looks like those dusty proofs stacks are here to stay a while.

supponiamo che un giorno la produzione di libri sia destinata esclusivamente agli ebooks. il processo produttivo è già ampiamente digitale, ma sarà ancora necessario stampare bozze cartacee? penso di sì, perché la correzione di bozze – che si può fare bene solo su carta, finché l'e-ink non risolva le inerenti difficoltà di lettura… o magari ogni redazione non riceva un enorme kindle… – sarà ancora più importante.  i refusi in un libro stampato sono fastidiosi, ma a maggior ragione dovrebbero essere evitati negli ebook, perché inficiano una delle caratteristiche principali dell'elettronico: la possibilità di fare ricerche nel testo (inoltre: negli ebook probabilmente risulteranno ancora più evidenti, dal momento che il lettore può modificare il corpo del testo).  questo in teoria, perché la produzione di ebooks che sto vedendo è talmente improvvisata che quasi nessuno si preoccupa di un'alta qualità dei contenuti. comunque, pare che delle polverose pigne di bozze non ci libereremo tanto presto.

marco rostagno e il giallo dei ragazzi

mi sono decisa a procurarmi su ebay certe vestigia di questa storica collana, che da piccola ho amato (ma non mi pare di averne più alcun volume mio – forse me li prestavano? poi magari un giorno li ritroverò da qualche parte)

l'illustratore di queste copertine
noto anche in francia

nancy drew (1970; ristampe del 1975)

NancyDrew-Rostagno

hardy boys (1971-72, ristampe del 1976)

HardyBoys-Rostagno

(ora il dubbio è se rileggerne uno per vedere se fosse robaccia o no)

berlino secondo zamboni

Zamboni e chi lo sapeva che massimo zamboni scriveva libri, se non ci fosse stata venerdì una piccola pigna di il mio primo dopoguerra al libraccio (remainder, temo). l’ho preso irresistibilmente incuriosita dalle gesta del nostro nella kreuzberg delle case occupate, 1981, e devo dire che non sono stata delusa. ci sono, la curiosità urbana e storica, lo spiazzamento dell’italiano all’estero, il fascino delle rovine e del cambiamento, l’occhio critico e affettuoso insieme. nella scrittura qualche tentazione lirica, qualche tentazione criptica, ma non esagera quasi mai (esagera un po’ con la pizzeria, ma questa è un’altra storia). musica c’è, ma non sovrabbondante. lo metto nello scaffalino sulle città.

the children’s book di a.s. byatt

Children's bookè un libro ambizioso, lungo e deludente: corale al punto da smarrire i protagonisti per strada disorientando il lettore, salta da un periodo storico all'altro con enciclopedici riassunti  di anni di vita sociale e politica inglese, è afflitto da preziosismi stilistici fastidiosi e per di più dà al suddetto lettore già stanco una cruenta mazzata finale sprofondandolo nelle trincee del 15-18.
d'altro canto è un libro ambizioso, lungo e interessante: si addentra negli ambienti fabiani e artistici di fine ottocento, spazia dall'era vittoriana alla prima guerra mondiale con tanto di suffragette (che ben mi ricordavo da un appassionante sceneggiato tv inglese, penso fosse questo), racconta l'esposizione universale di parigi che ti pare di esserci, la nascita della letteratura per ragazzi e del victoria and albert museum, e fornisce ulteriori motivi per gite da effettuarsi a monaco di baviera e a dungeness.
(se però vi secca dover aprire un atlante per rendere leggibile la fuga di un personaggio nel sud dell'inghilterra, questo romanzo non fa per voi.)

ricominciamo con un bel quiz

oh, quanto tempo era che non finivo su quizilla…

You are Neverwhere! You are dark, intriguing, and lenient. You might make people feel uncomfortable, either because you are intimidating or you dress differently possibly both. In reality you are a nice person, but people tend to make snap judgments about you and think they can push you around. You probably are idealistic and dream of a utopian society. The friends that you have are the kind that last forever and you are fun and easy-going when people bother to get to know you.

which neil gaiman book are you?