intermezzo pubblicitario (e una riflessione)

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in attesa di altre illustrazioni a due colori degli anni 50 che ho da scannerizzare.
le possibilità creative del libro continuano a rivelarmisi ampiamente proprio in correlazione alle limitazioni tecniche che gli sono toccate di volta in volta, mentre rimane per ora un mistero che cosa porterà con sé l’ebook in questo senso.
quelli che si sfornano dove lavoro io sono per ora solo frettolosi riversamenti di testo che non sfruttano minimamente le possibilità non dico creative, ma funzionali del mezzo (a malapena link interni per indice e note, per dire).  quando la cosa diventerà redditizia, forse, chissà… ma non sarà che per farla diventare redditizia bisognerebbe proporre qualcosa di più, al di là della comodità di trasporto e archiviazione di un contenuto identico?
probabilmente nell’ambito del libro illustrato le cose progrediranno più in fretta; ecco perché il mio ebook reader, quando mai arriverà, me lo immagino a colori.

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scaffali: mervyn peake

MervynPeake dunque siamo passati dal non aver mai sentito nominare mervyn peake al fare provviste per l’inverno (ho anche l’ebook della trilogia in inglese, pur non avendo un lettore di ebook).

titus mi è piaciuto molto, nella sua farraginosa gotica complicatezza che lo sceneggiato della bbc annacqua implacabilmente con scenografie infantili e un umorismo grottesco che è solo un’infima parte della ricchezza del libro. però vale la pena di vederlo anche solo per christopher lee, jonathan rhys meyers e ian richardson (purtroppo nel frattempo deceduto anche nella realtà). così ho appreso come gli inglesi  pronunciano fuchsia: fiuscia. la cosa mi ha scioccato, inutile negarlo.

proofreading and ebooks

let's suppose that one day book production will be devoted only to ebooks. the production process is already largely digital, but will we still have to print out book proofs?  I think yes, because proofreading – which can  be properly done only on paper, until e-ink really solves its readability issues… or maybe every copydesk gets a very big kindle… – will be even more important.  typos are annoying in a printed book, but should be avoided at all costs in ebooks, because they affect one of the e-text main features: searchability (also: since the reader can adjust the text size, they will probably look more prominent in ebooks). that's in theory, because the ebooks production I see happening is still so haphazard that near to nobody really cares for high standards content. anyway, it looks like those dusty proofs stacks are here to stay a while.

supponiamo che un giorno la produzione di libri sia destinata esclusivamente agli ebooks. il processo produttivo è già ampiamente digitale, ma sarà ancora necessario stampare bozze cartacee? penso di sì, perché la correzione di bozze – che si può fare bene solo su carta, finché l'e-ink non risolva le inerenti difficoltà di lettura… o magari ogni redazione non riceva un enorme kindle… – sarà ancora più importante.  i refusi in un libro stampato sono fastidiosi, ma a maggior ragione dovrebbero essere evitati negli ebook, perché inficiano una delle caratteristiche principali dell'elettronico: la possibilità di fare ricerche nel testo (inoltre: negli ebook probabilmente risulteranno ancora più evidenti, dal momento che il lettore può modificare il corpo del testo).  questo in teoria, perché la produzione di ebooks che sto vedendo è talmente improvvisata che quasi nessuno si preoccupa di un'alta qualità dei contenuti. comunque, pare che delle polverose pigne di bozze non ci libereremo tanto presto.