mi sembra doveroso un pensierino al giardino di edward.
Autore: alba
pattern in macro
ho rivisto viale del tramonto
sabato sera, mentre il piccolo p. (anni 1,5) dormiva nella stanza accanto tutta invasa di odore di bambino.
be’, quella di vedere il dvd con il videoproiettore di mio cognato dev’essere stata un’esperienza intensa, perché ho notato che oggi tendo a tenere le dita della mano un po’ adunche, quando lasciano la tastiera. (oh, magari è solo il freddo.)
inutile sperare in un incentivo statale sui videoproiettori, temo?
almanacco
arrivando per caso su explanation guide scopro che oggi è il 299° anniversario della nascita di john baskerville.
ma è anche (o sarebbe stato) il compleanno di alan alda (attore che io amo), jackson pollock, susan sontag.
sono morti oggi: joseph brodsky, astrid lindgren, winnicott, yeats.
per me invece è un banale venerdì.
testi online: dizionari speciali
the devil’s dictionary di ambrose bierce (via taccuino)
il dictionnaire des idées reçues di gustave flubert
(queste sono versioni interattive; ovviamente i testi ci saranno anche su gutenberg.)
ieri notte ho scritto mentalmente un post
sul tema: «cose da non fare quando si passano le consegne di una mansione in ufficio».
era livoroso, quindi dev’essere una fortuna che me lo sia dimenticato e non abbia alcuna voglia di scriverlo davvero.
forse perché stamattina mi sono disintossicata andando non in ufficio ma a parlare (pur sempre di lavoro, è vero) a una classe di diciotto giovini.
ma voi insegnanti come fate? ho finito a mezzogiorno e sono tuttora esausta, un po’ agitata, e ho mal di gola. dei tempi delle supplenze avevo dimenticato gli effetti collaterali.
uff, mi sento un po’…
boxed in. e non ho neanche il tempo di rivedere il film, sigh.
nel frattempo, potremmo fare un (no, il) dibattito (no) sul tema: «la vita è a colori, ma il bianco e nero è più realistico» (frase di wenders, credo).
poisongalore
è il bellissimo nome del sito di sergio polano (docente di storia delle arti decorative e industriali ed estetica alla facoltà di architettura di venezia e autore del libro abecedario), con un blog che segnala risorse su grafica e design e un altro che raccoglie gli articoli di s.p. sull’argomento.
ma i weblog accademici italiani, in generale, come sono? ci sono? la cosa mi incuriosisce, appena ho tempo faccio una ricerchina.
o come…
è un lunedì veramente tetro. stare in ufficio fa venire così sonno che preferirei dissodare qualche aiuola a scopo coltivazione diretta anche se non è stagione, fuori al freddo, con le scarpe pesanti. oggi l’inventario del giardiniere oscilla tra filari ordinati e quel simbolo del selvatico che è l’ortica – forse un po’ meno selvaggia da quando è ingrediente sbandierato di sciampi e ravioli (ma a toccarla da viva, si prende la sua rivincita).

orti o ortica? «to be rational or to be natural?» questo è il dilemma. per selvatico che voglia apparire, un giardino sarà sempre un artefatto. un orto-giardino a maggior ragione. ho come l’idea che siano state le piante ad addomesticare l’uomo e non viceversa. dalla coltivazione della terra sono nate così tante arti… dalla delimitazione di un campo la geometria. dall’osservazione dei cicli vegetali lo studio degli astri. dalla proprietà di un pezzo di terra la scienza del diritto. dall’entità di un raccolto e dal confronto con quello dell’anno prima i numeri e l’algebra. da un pisello la genetica!
sarà come sarà. piante e giardini ci stregano a tuttora e siamo divisi fra un villandry che sazia corpo e anima e l’ortica che si intreccia al latte di gallina – ornithogalum umbellatum – e sfama vermi e lumache. senza bisogno delle nostre cure.

