vladimir favorskij

l’ho incontrato in alla ricerca della lepre. architettura di un libro illustrato, biblioteca del vascello, roma 1993. purtroppo la stampa è un po’ scura, ma al centro c’è una riproduzione delle 32 pagine originali del librino russo – 1932 – dei racconti di animali di tolstoj (tratti da azbuka, l’abbecedario del 1872) da lui impaginati e illustrati, poi la traduzione dei racconti e un paio di scritti di e su favorskij.
(ah, per 30 dollari ci si può comprare un font ispirato al suo lavoro).

da un giro per remainders in galleria

(è iniziato il mese del 75% di sconto) sono emersi:
un’aggiunta allo scaffale dei vampiri,
giuseppe tardiola, il vampiro nella letteratura italiana (un libro breve, ovviamente), de rubeis editore, anzio 1991.
un’aggiunta allo scaffale sull’editoria,
valentino bompiani. idee per la cultura, a c. di vincenzo accame, catalogo electa, milano 1989.
nonché vecchiumi sixties mondadori (di questi ce n’erano diverse copie) come:
i signori grazia e giustizia
di colin mcinnes, tradotto da vincenzo mantovani, mondadori 1966 (perché non ho mai letto absolute beginners), e due volumi della collezione «i libri di fabio tombari» (i cui racconti sugli animali mi erano piaciuti da ragazzina).

rose in viaggio

sulla globalizzazione delle rose c’è un articolo su internazionale di questa settimana – proprio non avevo idea che la maggior parte delle rose del mercato dei fiori europeo venisse dall’ecuador o dal kenya: pare che ogni jumbo che parte da quito e nairobi per l’europa o il nordamerica porti rose nella stiva. (online c’è l’originale, per chi legge il tedesco.)

i giardini di via confalonieri

sono un punto in cui la città perde compattezza, svela le parti di un meccanismo. anche standoci poco a leggere il giornale su una panchina (con gli occhi alquanto annebbiati dall’allergia) si nota che gli edifici intorno sono come delle quinte. a est il vuoto di uno spazio ancora da costruire, vacant lot, terrain vague circondato di plastica arancione, e poi tre livelli di costruzioni di diversa altezza, dalle case più vicine ai palazzi e grattacieli di via m. gioia; a sud via de castillia, una strada che per quasi tutta la sua lunghezza ha case solo un lato, e non fa parte di un rassicurante reticolo viario perché dietro c’è la breve area confusa (vecchi cortili? magazzini? orti?) che dà sulla stazione garibaldi; a ovest quel che resta della fabbrica dalla cui demolizione sono nati i giardini – anche questa, la «stecca», una costruzione filiforme, isolata, che non si appoggia a nient’altro. e intanto il rombo della linea due della metropolitana, questo sì regolare, a rammentare il «sotto».