uh, ma quante recensioni negative ha avuto l’alice in wonderland di tim burton. così tanta gente si aspettava un approfondimento terorico di lewis carroll? non siamo mica negli anni 70… e tutta questa critica contenutistica: «bellissimo da vedere ma superficiale», «visivamente splendido ma freddo», «rutilante ma conservatore» (parafraso da rotten tomatoes).
io non sapevo che aspettarmi, e mi è piaciuto.
va be’, la disney ci ha messo i nomi italiani del suo vecchio film e infilato a forza qualche cucciolo, ma in compenso le creature sono meravigliose, la più inquietante illustrazione di tenniel prende vita, johnny depp è di nuovo un alieno di immensa malinconia, il 3d finalmente funziona (vera profondità e bell’effetto rilievo, non solo qualche interpellazione ogni tanto).
forse per la confusione delle dimensioni variabili di alice, spesso i personaggi risultano piccoli rispetto allo scenario, un mondo che per questo sembra ancora più vero. ecco, quel mondo mi è stato sufficiente in sé, non l’ho trovato una scatola vuota come dicono molti.
e il tornare da grandi nel paese delle meraviglie sarà anche funzionale all’edificante impostazione disney (e toglie lo sceneggiatore dall’imbarazzo di mettere una bambina in situazioni bizzarre), però… che questo film ce lo conceda non è poco. certo che è un film per grandi. un bimbo piccolo con chi si identifica, con il topo? un film per adulti spettatori abituali di film d’azione, ma che forse non sanno ancora bene chi sono. capita.
meno originale e bello dei suoi film più belli, eppure non rigido e spietato come sweeney todd, non buonista come big fish, comunque meno action movie di sleepy hollow, forse questo è il vero classico di tim burton.
in ogni caso ho voglia di rivederlo.

vi dirò poi che il ciciarampa viene dalla traduzione di milli graffi per garzanti, che rizzoli ha ristampato la da tempo introvabile edizione commentata da martin gardner e tradotta da masolino d’amico per longanesi, e che ho rinfrescato per l’occasione questi link (si era pure parlato brevemente di alice al cinema: qua – e prima o poi mi piacerebbe vedere la versione bbc del 66).
(and then, on to dark shadows)






