
arriva dal brasile nuovo packaging divertente nella collezione del bibliotecario (grazie d.)

arriva dal brasile nuovo packaging divertente nella collezione del bibliotecario (grazie d.)
letters of desire di yuko shimizu (via efímera).
da guardare mentre la sera cala su supersegretarie e subsegretarie che si litigano i metri di spazio vitale da affollare di faldoni.
sergio ruzzier (via séverine)
coconino classics (via fishbucket)
ho trovato una voragine scavata da un acconto irpef nella busta paga. vado a indagare.

dichiaro chiusa questa settimana piena di gatti sul weblog e di salvaged books.
tra i libri salvati questa settimana da un triste destino in un seminterrato umido c’era un opuscolo della solita dover che raccoglie disegni di téophile-alexandre steinlen tratti dai volumi chats et autre bêtes. dessins inédits, eugène rey, paris 1933 (edizione di 545 copie), da cui vengono disegni come questo, e des chats. images sans paroles, flammarion, paris s.d., storielle stilizzate così.
steinlen è famoso come illustratore dello chat noir ed evidentemente considerava i gatti il suo manifesto, ma ha fatto anche illustrazioni a tema sociale per lo chambard socialiste (ma ce ne sono altre qui) e umoristiche per le rire, oltre a tanti affiche.
gira per casa mia anche un certo magnete da frigo con un particolare dal gatto sulla poltrona del musée d’orsay, visibile nella galleria di dipinti e opere grafiche originali della rmn (micio non dissimile dal gatto sulla balaustra).
ero rimasta indietro con i compiti di lunedì: il mio contributo iconografico sulle farfalle riguarda non la mitologia classica ma le fate, soprattutto le fate vittoriane, che spesso volano sulle farfalle o hanno le ali da farfalla (oppure trasparenti – un po’ da falena o libellula – nel peter pan di rackham).



la prima immagine è proprio vittoriana, una cartolina che mi è molto cara per motivi che non c’entrano niente con le fate e di cui poi ho ritrovato l’origine – il quadro di naish con il suo bel geranio – in un apposito libro (catalogo di una mostra che non ho visto). victorian fairy painting ospita anche le fate di richard doyle e il sogno dell’entomologo di edmund dulac.
la seconda immagine è un’illustrazione di ezio anichini da un peter pan bemporad, 1920 circa.
la terza è una cartolina che riproduce un’illustrazione da the fairyland di ida rentoul outhwaite.
(ah, anche mackintosh ha disegnato delle fate, ma coprendole delle sue solite rose. cartolina della glasgow school of art.)
UPDATE è arrivata da superqueen una farfalla estiva.
altro aggiornamento: il nuovo ufficio ha una sua fata in cima alle scale.


partendo da qui e cliccando next release si possono vedere tutte le copertine degli smiths in ordine cronologico, with plenty of artwork information.
letto il post di superqueen sul film tratto da jane eyre, ho ripensato un attimo a cime tempestose come libro che mi è sempre sembrato difficilissimo da illustrare* o da riutilizzare – ma dovrei rileggerlo per poter spiegare perché – nonostante la sua popolarità coronata addirittura dalla pop song di kate bush, e dal quale difatti il cinema non mi pare abbia ricavato niente di memorabile (certo non la versione di wyler né quella di buñuel; non ho visto le più recenti – ce n’è una di rivette e un’altra con juliette binoche e ralph fiennes, bah).
per ritrovare l’inquietudine del libro conviene tornare ai disegni di balthus, che com’è noto l’ha illustrato in parte e al libro era molto legato (altre due immagini qui e qui). il che è interessante perché lo stile di balthus non ha proprio niente di gotico, non gioca a fare period pieces; scavalca insomma le suggestioni più ovvie per rintracciare del testo quello che gli interessa di più. ma del resto quello che suscita più disagio in balthus è sempre il contrasto tra certe rigidità dei tratti, certe schematicità della rappresentazione e le implicazioni tutt’altro che convenzionali del soggetto.
(si dice che questo balletto ne sia stato in qualche modo ispirato.)
* paradossalmente, quindi, si potrebbe considerare appropriata l’assurda copertina di questa mia vecchia copia.
non si trovano molto di frequente riprodotte in rete (vedo che ne aveva raccolte alcune il weblog giornale nuovo).*
io sono abbastanza contenta di questo libricino che mi è ricapitato in mano l’altra sera, catalogo di una mostra romana dell’80, dove ne sono riprodotte 147 (tra cui dei bellissimi ex libris).



update 12.01.05: ho ripescato il pel di carota illustrato da vallotton, ca 1902 (jules renard, poil de carotte, avec 50 dessins de f. vallotton, flammarion 1938, comprato in italia per lire 10.000).



update settembre 2007: trovato la vita assassina, romanzo, con sette disegni dell’autore (molto simili alle stampe), adelphi 1987.
* now (2013) resources abound:
félix vallotton’s reinvention of the woodcut