Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
Nato come
To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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© alba bariffi (a valere dalla data del post)
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Eh… sappiamo tutti che il Bibliotecario ha un buongusto innato!
Il Bibliotecario è onorato di vedere ospitate le sue tanto effimere cose in uno dei blog che ha il potere di regalare una boccata d’aria fresca anche nelle più torride giornate milanesi. thank you and keep on the battle for beauty!
ah, ma l’utopia di far durare l’effimero ha molto a che fare con la bellezza, no? (e direi che se ne sente un gran bisogno in questi orrendi – ma non più di tutti gli altri – tempi. riemerge persino la pur perniciosa tentazione della torre d’avorio.)
PS altri contributi iconografici saranno graditi.
qualcuno però deve spiegare a un povero giardiniere che cosa ci fa una menorah in una collezione di scatole!
s.
ps in fatto di bellezza un giardiniere sa che è fatta di continui mutamenti dove sono da includere decadenza e morte – trasformazioni sempre ricche di novità.
infatti a volte le scatole cadono e io per sbaglio ci cammino sopra…: decadenza perché si accartocciano tutte, morte perché le butto nel cassonetto della carta da ricliclo! trasformazioni ricche di novità perché magari diventano la scatola orribile di un telefonino in offerta promozionale da auchan!
la menorah ricorda la luce che deve sempre brillare dentro come fuori di noi (Rashì, Talmud Bablì)e ci accocchia benissimo con le scatole che ci ricordano il tempo che noi abbiamo vissuto e che ha fatto di noi quello che noi siamo oggi [la maestrina]