non si viaggia, si viene spediti, come un pacco.»
karen blixen
città e altri luoghi
il giro mattutino con l’anpi
per il quartiere isola, benché frettoloso (c’erano da posare ben 19 corone, non un discorso né la possibilità di fare la tessera dell’anpi, solo una formalità per gli habitué, mi è parso), si è rivelato illuminante per «collegare i punti» delle lapidi viste tante volte per strada, e passando dall’una all’altra si visitavano tutti i siti dei cantieri nuovi – l’abisso tra la città del ’44 e la città di oggi manifestava le sue ombre pur sotto il sole piatto di questa mattina di bel tempo, veniva voglia di fare ricerche, di entrare nel dettaglio. il 25 aprile mi sembra sempre una delle cose migliori dello stare a milano.
collaborative mapping
il futuro non è scritto
vedendo il film su joe strummer (in una delle salette del centrale, per una volta fitta fitta, in un clima da carboneria – ma a milano non poteva uscire in una sala normale? no?), tutto fitto di informazioni e immagini com’è, si impara parecchio. inoltre alcuni dei miei attori preferiti dicono cose sensate (meno male, anche perché di john cusack ho appena visto in tv il brutto film the contract – ma qual è il problema? non si trovano parti da mezz’età?)
al momento, trattengo in particolare che:
– il murale del video è a nyc, 132 avenue A – non che sia bellissimo, d’accordo, però c’è.
– nel mio viatico per l’andalusia (composto dalle «canzoni spagnole» caleiane, alcuni episodi di nella terra di don chisciotte di welles e un file degli alhambra tales, tutto sbattuto sull’ipod) mancava inequivocabilmente spanish bombs e la nozione che strummer fosse arrivato a granada sulle tracce dei luoghi di lorca. (le riprese delle interviste con l’alhambra sullo sfondo sono fatte dal sacromonte, o forse un po’ anche dalla “piazza degli hippies” in cima all’albaycin.)
le arance di siviglia

in questa stagione, la cosa più abbagliante delle città andaluse sono gli alberi stracarichi di arance mature.
una breve ricerca rivela che quelle di siviglia sono le arance amare espressamente richieste dalla marmalade britannica e che la raccolta avviene a cura dell’amministrazione cittadina, ma che attualmente quasi tutta la produzione va al macero, anche perché sempre più sospetta a causa del traffico cittadino. sigh.
(però restano bellissime, e non parliamo dei rosmarini fioriti e della menta fiorita visti sul sacromonte di granada la vigilia di natale.)
non volendo permettere alla natura di prendere il sopravvento

quando si sbuca dalla strada sepolta negli assurdi calanchi rossi di piana, corsica – peraltro cari a dalì – si può passare in cerca di tracce del turismo d’inizio 900 all’hotel les roches rouges, che fra l’altro tiene le cartoline clouet di numerosi manifesti d’epoca dedicati alla corsica, allora meta esotica e debitamente colonizzata dai francesi metropolitani. (ora colonizzata da tutti, eppure resiste, resiste piuttosto selvatica anche alle orde estive, a parte le spiagge più grandi cui tocca inevitabilmente soccombere.)
in rete se uno cerca roger broders, per esempio, non salta fuori granché; però ecco una mostra virtuale sull’età dell’oro dei poster di viaggio.
lucien hervé
è morto ieri a 97 anni.
profilo in italiano
foto:
torre eiffel
ray hugues gallery
keitelman gallery
cook fine art
oggi a segrate
si festeggiano cento anni della mondadori e cento anni di niemeyer che ha progettato la sede della casa editrice (1975). tanto di cappello all’architetto, alle sue opere e alla sua longevità, naturalmente, ma mentre il sole 24 ore ieri parlava di «un gesto semplice ma imperioso, forte di una connotazione manierista nel ritmo asimmetrico e obliquo dei grandi archi che rilanciano l’utopia di un ambiente di lavoro riportato a contatto con la natura» a me vengono in mente, di una breve deportazione mondadoriana, solo certe pause pranzo mestamente concluse da un giro attorno ai parcheggi, e il senso di salvezza nel mettere piede sulla navetta che mi riportava, finalmente, in mezzo al cemento del centro.
altre belle immagini su flickr grazie a benjamino.
verde garibaldi?
finora inesplorati
due posti di milano, uno antico a sud, uno nuovo a nord (ovviamente, uscendo dai soliti percorsi, la città sembra più grande – anche più interessante).
venerdì, la cascina più inurbata, ovvero la cascina cuccagna e il suo progetto di ristrutturazione.
stamattina alla bicocca in tram, per vedere la mostra all’hangar bicocca.
