doveva succedere: non mi ricordo più – e, quel che è peggio, non riesco a ricostruire – da che libro ho fatto questa scansione. pazienza, salterà fuori…

qui. stavolta arrivano per lo più da etsy.
durante i miei oziosi studi sulla un tempo fiorente industria dei guanti per signora mi sono anche procurata questo opuscolo americano, pertanto ora mi arrivano da abebooks consigli come give a weird book for the holidays.
sinceramente non pensavo proprio di dover aggiungere nulla alla versione di the promise del celebre bootleg all those years, registratami più di 25 anni fa dal compagno di classe springsteeniano collezionista.

tutavia le notizie sull’uscita degli inediti di darkness e del relativo documentario mi hanno piantato in testa un così insistente ritorno della canzone* da imporre la verifica hardware.

dunque, the promise si sente abbastanza bene (anche se il fruscio del nastro minaccia di soffocare gli adorabili crepitii del vinile), for you pure,** ma un tentativo di fast forward fino a because the night ha rivelato la natura mortale della ampex e del suo commovente bollino dorato.
because the night c’era già sul cofanetto live 75-85 che coronò, suggellò e sigillò*** il mio springsteenianesimo (del quale non ho nostalgia), eppure, con i tempi che corrono, inizio a pensare che di tali capolavori possa essere opportuno foderarci la casa. 3 cd e 3 dvd? improvvisamente non sembrano troppi.
* le canzoni di springsteen fino a born in the usa le so praticamente a memoria, pur avendole assimilate nel giro di pochi anni e poi quasi più ascoltate perché mi fanno male alla salute. (quando mi imbatto in un dj radiofonico che mette the river come una qualsiasi canzonetta vengo colta da impulsi omicidi.)
** l’ho mai detto che greetings è forse il mio album preferito di springsteen? (di solito non lo dico per non fare un torto a darkness e nebraska).
*** vedere il concerto del tour di tunnel of love fu praticamente un rito di passaggio: ho anche qualche disco successivo, sì, ma la fase acuta – pur mai rinnegata, tant’è vero che parto lancia in resta al sentire definizioni spregiative come «il piangina del new jersey» – era terminata.
il fotografo a cui porterò questo reperto avrà il suo bel da fare.
ecco una parte di un nebbiosissimo negativo che misura 58 x 82 mm (pollici 2 e 1/4 x 3 e 1/4, credo; dunque possibile formato kodak 105, 620 o 520 film pack?).
qui propendo più per una provenienza dalla famiglia paterna e sul soggetto ho un’ipotesi completamente infondata (diciamo piuttosto un desiderio).


insomma avevo da anni in un cassetto questo negativo molto rovinato dall’aria antica, trovato sparso a casa dei miei. chissà come mai (non capendo un tubo di fotografia, si potrebbe dire), pensavo fosse ancora più vecchio di quel che realmente è, e pensavo di non conoscere la persona ritratta.
a quanto ho capito facendo una ricerca in base alle dimensioni, potrebbe essere un fotogramma di un rullino kodak 121 (pollici 1 e 5/8 x 2 e 1/2, in produzione dal 1902 al 1941) per una piccola macchina a soffietto.

una delle prime cose che ho fatto dopo aver messo le mani su uno scanner che riprende anche negativi è stato acquisire l’immagine (anche se devo ancora capire come acchiapparla intera, visto il formato strano – lo scanner vorrebbe solo 35mm).
facendolo per la prima volta ho sbagliato un’impostazione e l’immagine è apparsa sul monitor ancora in negativo. allora ho pigiato l’apposito comando per invertire il bianco e nero.
mi è apparsa una signora dall’aria familiare, che mi ha ricordato altre foto di famiglia.

con grande struggimento mi sono resa conto che era quasi certamente mia nonna, e per essere più sicura mi sono precipitata a identificare lo sfondo.
mia madre ritiene del tutto possibile che la foto l’abbia scattata il nonno alla nonna negli anni 20.
intanto la stampante fa elaborazioni proprie di quel freddo giorno d’inverno di tanto tempo fa.

(ho provato in tutti i modi, ma gli occhi non si vedono.)
al cinema mi sono lasciata sfuggire l'adèle blanc-sec di besson (è andato così male che è sparito dopo 2 settimane… che sia tanto brutto?). sono dunque rimasta a digiuno di effetti speciali, e invece mi sono capitati…
ivory tower di adam traynor è in realtà la creatura cinematografica di chilly gonzales, che prima della proiezione ha gigioneggiato al piano in vestaglia grigia e pantofole. un film molto carino con il classico sapore dei film indipendenti americani del ceppo di hal hartley, per intenderci, più supplemento di spaesamento canadese. piaciuta pure peaches come attrice. ciò che ha lasciato spaesata me però è l'appiattimento estetico: il grigiore generale andrà benissimo per dipingere la casa di famiglia e un campionato di scacchi di serie z in una palestra, per carità, ma il fatto che un film premiato a locarno abbia una fotografia così banale mi fa effetto. (o magari era la nostra proiezione, pure in digitale, a farlo sembrare così.)
quanto a lo zio boonmee che si ricorda le vite precedenti, palma d'oro a cannes 2010, purtroppo mi sono rivelata impermeabile alle suggestioni orientalistiche. tutto resta così slegato e criptico – non criptico strano, ma criptico in una strana quotidianità dei fantasmi – che non riesco a considerarlo un film riuscito. qui povertà visiva più studiata e cercata, ma che non arriva davvero costruire un mondo… mi resta il sottile fastidio di non avere in realtà capito cosa ci sia sotto.
(è stata invece una settimana in cui sono stata più reattiva alla comunicazione diretta: a sentire giorello in tv dalla dandini e vendola a milano per sostenere pisapia, ho avuto una sensazione di autenticità di idee e riscossa della ragione che mi ha quasi smosso dal letargo novembrino)
avrei ancora un paio di post sui libri di famiglia da sistemare e pubblicare, ma oltre che pigra sono demotivata dai fuochi artificiali del blog d’illustrazioni d’epoca – già linkato da chiunque, ma straordinariamente affine ai miei gusti – a journey around my skull.

da le storie di elena di rina simonetta, editori del resto del carlino 1923 (copia autografata dall’autrice).



emozione: per la prima volta un illustratore dello scaffale avito dotato di apposito sito web con informazioni e persino foto di famiglia!

lo stesso giorno, su una busta italiana, mi è arrivato un francobollo di mino reitano.

è commovente che si siano trovati insieme in questo vaso minuscolo 2 fiori autunnali. (questa volta non ci provo neanche, a ipotizzare la specie)