refurbishing plan for a pismo

il powerbook G3 firewire è in pensione da anni (4), è vero, ma non perché lo si vede stanziato in un’amena località lacustre, dedito a dormire a lungo con ridottissimi periodi di attività, dobbiamo pensare che la sua vita sia terminata.  in occasione di un cambio di router obbligato, ho deciso di imporgli una cura ricostituente fatta in casa.

Il piano è:
– batteria nuova e batteria pram nuova (queste sì sono defunte entrambe da tempo)
– ram: incremento da 378 a 640 (si potrebbe fare di meglio, ma io oso mettere le mani solo allo slot superiore)
– sistema operativo: trovare os 10.4 (ho formattato con i dischi originali del 10.3; con gli aggiornamenti si arriva a 10.3.9)
– aggiungere scheda airport interna, visto che il piccolo vi è predisposto fin dal lontano 2000 (non so voi, mai io il wireless l’ho avuto l’anno scorso).

ho un po’ voglia di prendere una scheda usb 2.0 per lo slot pcmcia, anche se dubito che mi servirà davvero. tra l’altro l’hd lo terrei com’è  – 12GB – ché anche lì non mi va di metterci le mani (a dir la verità lo cambierei più per il ronzio che per la scarsa capacità).

Ed ecco che improvvisamente, a giudicare da ebay, i tedeschi mi appaiono fittamente impegnati a smanettare sui vecchi macintosh come gnomi delle fiabe.

rocco e la censura

ma accaniamoci ancora sulla conservazione di questo classico del cinema, già che ci siamo.

all'epoca subì tagli di censura (fonte) e non mi è chiaro se a oggi vi siano copie restaurate integrali. quella appena vista a milano, per esempio, dà l'impressione che manchi qualcosa nelle 2 sequenze  scabrose (lo stupro dura pochissimo; la scena nell'appartamento di duilio resta in sospeso).

chissà come saranno le versioni in dvd? (ed. italiana, inglese, tedesca, tedesca 2 dischi)

rocco massacrato dalla cineteca italiana

non paga della mia ultima esperienza allo spazio oberdan (ma già se ne parlava tempo fa), ecco che in un sussulto di entusiasmo patriottico decido di iniziare l'anno cinematografico andando oggi 5 gennaio, ore 21, a vedere rocco e i suoi fratelli alla rassegna di luchino visconti. comincia. cartello «fondazione cineteca italiana presenta»: sarà la loro pellicola, chissà che bella, stavolta andiamo sul sicuro. e invece no.
la pellicola c'è, ma non sta a fuoco un secondo di fila (parere del nostro proiezionista: probabilmente non viene premuta a sufficienza dal pattino, forse perché troppo sottile). vinta a stento la tentazione di uscire a farci ridare i soldi (e bruciare la tessera del 2011 appena fatta), ce lo becchiamo tutto così: tre ore minuti di proiezione indecente in cui ogni cosa oscilla come in un acquario. nonostante fischi e imprecazioni, lo spettacolo non viene interrotto. all'uscita troviamo sulla cassa deserta un avviso: ci si scusa per la cattiva qualità «inaspettatamente» riscontrata (ma le prove di proiezione non usano più?) e ci si impegna a fare di meglio per lo spettacolo di sabato (come se avessimo intenzione di tornarci).
ecco, siamo ridotti così: la cineteca italiana non riesce a proiettare un capolavoro di visconti.
scommetto che ci sono paesi stranieri che ci riescono (e spero che nessuno, nella sala piena, fosse venuto apposta, che so, dalla svizzera).

(ps il gattopardo è stato tolto dal programma: se ho capito bene, la titanus non ha concesso di proiettarlo.)

edina altara

ultime creature del 2010 (alcune anche di sapore vagamente natalizio) da una copia delle fiabe di zia mariù di paola lombroso carrara (paravia, 1925).

L’autrice è un personaggio affascinante, edina altara (nelle seguenti, la firma «edina e ninon» indica la collaborazione con vittorio accornero, allora suo marito).
su edina, sarda, esiste un bel libro dell’editore ilisso.

Illustrazione di Edina Altara
Illustrazione di Edina Altara
Illustrazione di Edina Altara

ultimo giro in libreria sotto natale

attorno all’una la libreria dei ragazzi e la libreria del corso erano posti abbastanza tranquilli e accoglienti con musica non invasiva. Nel primo non avevano neanche sentito nominare l’erbario di emilie vast, nel secondo ne avevano almeno venti copie (casomai ve ne servisse una).

in other news, è l’anno dei biscotti fatti in casa: questi qui li ha fatti la collega p., io ho prodotto degli sgorbietti di gingerbread, al centro yoga c’erano i biscotti fatti dalla figlia della titolare, ma soprattutto, l’omaggio dei grafici cool consisteva in una scatoletta con la scritta auguri in lettere di pastafrolla. improvvisamente, è tendenza.

ozu sotto natale a milano

il regalo che ci ha fatto la cineteca allo spazio oberdan è stato una rassegna in video. perlomeno io, quando mi sono decisa – schiacciata dai sensi di colpa perché mi stavo perdendo ozu – ad andare a vedere tarda primavera, di un film meraviglioso ho trovato una deprimente videoproiezione (ma all'ingresso mi hanno poi detto che la rassegna di quest'anno era tutta così).
ora, se proprio proprio non si trovano copie in pellicola e vogliamo comunque proiettare un film in video in quanto raro (ma di tarda primavera esiste addirittura il dvd italiano), per piacere scriviamo il formato sul programma, se no che cineteca è, scusate.
mah, consoliamoci con gli interni di tarda primavera e un articolo con osservazioni interessanti sugli oggetti solitari in ozu (eng).

a milano sotto natale

che cos'abbiamo di bello:

la stazione centrale definitivamente trasformata in centro commerciale (con apposita campagna di affissioni).
contiene la libreria feltrinelli più grande del mondo: nominalmente ha altrettanti titoli quanti ne ha la feltrinelli duomo, ma percettivamente sembrano di meno. il piano nobile è carino e ha un corner di costosi snack biologici o inglesi (o entrambe le cose). il piano sopra è una sala eventi per metà occupata da un magazzino libri. il piano sotto ha un'aria seriamente svantaggiata irriscattabile dagli scaffali di libri per bambini.

il nuovo museo del novecento, che non ho ancora visto. raccolte voci di corridoio:
1. ci sono code all'ingresso (per un paio di mesi è gratuito)
2. il quarto stato aveva più senso al termine del percorso ottocentesco della galleria d'arte moderna che non a dare inizio a questo (benché sia in effetti del 1901).

i soliti numerosi grandi negozi dove acquistare qualcosa di grazioso per le persone amate. e dove però viene diffusa musica a un volume tale che starci abbastanza (da riuscire a comprare qualcosa) comporta sofferenza fisica. l'anno prossimo, shopping online anche per i regali.

poi, ieri sera sono tornata a piedi dalla cena natalizia aziendale (nonostante i tacchi nuovi, che si sono rivelati comodissimi), così ho guardato bene i numeroni sui grattacieli. trattasi del progetto n. 31 del festival led:*

Growing by numbers
Architettura Attuale_Paolo Cesaretti, Antonella Dedini, Guendalina Di Lorenzo
Coordinamento progetto Ing. Roberto Cigada
Grattacieli di Milano (Numero 1 Torre Galfa ; Numero 3 Pirelli 39; Numero 5 Torre FS Garibaldi
A; Numero 7 Torre FS Garibaldi B; Numero 9 Torre César Pelli)
Una numerazione progressiva delle architetture che si elevano in altezza nell’area
Garibaldi_Varesine. Nell’area che, al centro della città, è l’emblema di questa trasformazione,
contiamo i grattacieli della città che sale. E uniamo tutti i numeri con una linea ideale che
tratteggia la mappa della città del futuro.
Partner Illuminotecnico Zumtobel
Partner tecnico Clod srl

direi l'installazione più carina fra quelle che ho visto finora (vogliamo parlare degli imbarazzanti «vestiti di luce» sponsorizzati dagli svedesi in corso vittorio emanuele?) ma l'iniziativa mi pare non reggere il confronto con le luci d'artista di torino (va be', lì partivano dalla serie di fibonacci di merz sulla mole antonelliana, altro che numeroni sui grattacieli…)

* sta, ho scoperto, per light exhibition design (chevvordì?). ma comporterà anche, come immaginavo io, che siano tutti progetti con luci a led? boh, speriamo.

ricominciamo con un bel quiz

oh, quanto tempo era che non finivo su quizilla…

You are Neverwhere! You are dark, intriguing, and lenient. You might make people feel uncomfortable, either because you are intimidating or you dress differently possibly both. In reality you are a nice person, but people tend to make snap judgments about you and think they can push you around. You probably are idealistic and dream of a utopian society. The friends that you have are the kind that last forever and you are fun and easy-going when people bother to get to know you.

which neil gaiman book are you?