una poesia di hart crane

la smemoratezza è come una canzone
che, libera da metro e ritmo, vaga.
la smemoratezza è come un uccello
dalle ali piane, tese, immobili –
un uccello che plana sul vento senza sforzo.

la smemoratezza è la pioggia di notte,
o una vecchia casa in un bosco – o un bambino.
la smemoratezza è bianca – bianca come un albero bruciato,
e può dare alla sibilla l’estasi profetica,
o seppellire gli dei.

tanta smemoratezza mi ricordo.

Traduzione di Alba Bariffi

consumazioni

la tv influenza i miei consumi (vedo un pezzetto dei soprano per la prima volta – finisce con white rabbit dei jefferson airplane tutta intera sui titoli di coda – ci metto ere geologiche a farmi venire in mente titolo e gruppo – invece di chiamare un neurologo, decido di espiare comprando l’edizione rimasterizzata di surrealistic pillow).
i blog influenzano i miei consumi (leggo che garnant e io come concerti di diamanda galas siamo pari – rimembro di avere dg solo su cassette, delle quali reperibile solo you must be certain of the devil – nel cestino della spesa finisce il doppio cd la serpenta canta).
i consumi passati contengono il germe di consumi futuri (ho visto le ristampe sony di soul mining, infected, mind bomb e dusk con le loro copertine coordinate… con la faccia di matt johnson che dice «mi lasci qui sullo scaffale?»… odio questi ricatti emotivi).
«consumo consapevole» è un ossimoro. siamo troppo dipendenti dai suoi affetti collaterali (e non solo nel caso particolare dell’oggetto culturale – pure comprare il detersivo ecologico è un’azione di consumo simile: mi dà più soddisfazione che comprare il detersivo tradizionale).

giallo

giallo2

«giallo» è una rivista giapponese, un trimestrale di racconti inediti e notizie che si occupa prevalentemente di mystery e si chiama proprio così, in italiano. visto che y. ci scrive una piccola rubrica dedicata al costume italico, me ne sono fatta portare un numero… per guardare le figure, ovviamente. e tra le figure (due o tre per ogni racconto, in bianco e nero come quasi tutto il volume) mi sono piaciute queste. lo pseudonimo dell’illustratore si dovrebbe traslitterare hyacchimaru, ma trattandosi di un nome proprio nemmeno y. era molto sicura.

scaffali: cucina

indispensabile: grande enciclopedia illustrata della gastronomia, a cura di marco guarnaschelli gotti, selezione dal reader’s digest, milano 1990
pratico: elena spagnol, in cucina. come mangiare d’ora in poi, salani, milano 2002 §
classico: pellegrino artusi, l’arte di mangiar bene, giunti, firenze 1991
imbattibile: colin spencer’s vegetable book, conran octopus, londra 1995
salubre: claude ed emmanuelle aubert, il grande manuale della cucina naturale, red, como 1992
sfizioso: elizabeth lambert ortiz, the encyclopedia of herbs, spices and flavourings, dorling kindersley, londra 1992
romanzato: john lanchester, gola, tea, milano 1997
irritante: allan bay, cuochi si diventa, feltrinelli, milano 2003
risolutivo: osterie d’italia, slow food, bra (forse) 2002

§ questo volume è la summa; nello scaffale ci sono anche altri libri di es – tra cui l’ormai bisunto cucina istantanea per donne che hanno altro da fare, acquistato al libraccio da px agli esordi della sua breve vita domestica da scapolo. in tutti la scrittura brillante compensa l’esecrando (ab)uso della panna nelle ricette.

27.04.04: oggi ho aggiunto allo scaffale alla ricerca dei cibi perduti di luigi veronelli, nella riedizione di deriveapprodi (roma 2004).

22.06.04: francesco gungui, io ho fame adesso! come sopravvivere a un frigorifero deserto, guido tommasi editore, milano 2004. goliardico e irrituale, la cosa più vicina a un blog che un libro di cucina possa diventare. anche questo occhieggiava dal banco gastronomico della libreria del tci.

scaffali: vampiri

narrativa
joseph sheridan le fanu, carmilla, sellerio, palermo 1988 (trad. e nota di attilio brilli)
gianfranco manfredi, ultimi vampiri, feltrinelli, milano 1988
marin mincu, il diario di dracula, bompiani, milano 1992 (prefazione di cesare segre. con uno scritto di piero bigongiari)
john polidori, il vampiro, theoria, roma-napoli 1984 (seguito da frammento di george gordon byron. a cura di alessandra lanzoni)
anne rice, intervista col vampiro, salani, firenze 1993 (trad. di margherita bignardi)
bram stoker, dracula, mondadori, milano 1989 (introduzione e trad. di francesco saba sardi)
saggistica
fabio giovannini, in viaggio con dracula, il minotauro, milano 1994
edgar lander, bela lugosi. biografia di una metamorfosi, tranchida, milano 1984
clive leatherdale, dracula. il romanzo e la leggenda, atanòr, roma 1989 (trad. di augusta coffa)
vito teti, la melanconia del vampiro, manifestolibri, roma 1994
the illustrated vampire movie guide, titan books, london 1993

un aggiornamento degno di nota:
stephen king, salem’s lot, pocket books 1999

mi faccio licenziare, o smetto di dormire? (ovvero: a che cosa serve internet)

per la mia bulimica avidità di inventari, archivi, liste, depositi e così via ho trovato un link che si potrebbe definire definitivo (se non stessimo parlando della rete). il sito dello studio grafico di chicago coudal partners ha forse il miglior museum of online museums che io abbia trovato finora. il moom raccoglie nella stessa pagina i link ai musei veri e quelli alle più assurde gallerie online, tutti insieme. certo avrei potuto fare a meno (anche volentieri) della galleria dei gufi di macramé.
mucchi di belle cose anche nella pagina degli archivi, il cui sottotitolo è: non riusciamo proprio a deciderci a buttare via niente. appunto. amo l’illusione che dà la rete di poter trovare un posto per ogni cosa. finché non va via la luce, almeno.
(link via the food section)

su una sedia della cucina

giace da più di sei mesi una pila di libri lasciati qui in deposito da m. e m., che li hanno salvati da morte certa.  anch’io porto a casa (quasi) qualsiasi libro pur di non vederlo andare al macero, eppure, piccata per l’indebito ingombro della seggiola, non solo non l’avevo più spolverata, ma non avevo nemmeno dato un’occhiata ai libri – tranne i primi tre, ovvero il «maestro del colore» di lotto, un volume delle «edizioni d’arte garzanti» su van eyck (di quegli albi con libidinose illustrazioni applicate) e una monografia tedesca su cézanne. sotto c’erano 4 volumi della per me ignota enciclopedia per ragazzi io e gli altri, la ruota editrice, genova 1977, 12 voll. (ristampata, pare, da einaudi nel 90).
dentro i volumi, tantissime illustrazioni di flavio costantini (tra gli altri; ce n’è molte anche di luzzati, trattasi del resto di editoria genovese).
ora, io di costantini avevo visto i ritratti di scrittori del «corriere» (proust, raimbaud) e le recenti pubblicazioni per nuages. ma mi ha entusiasmato in io e gli altri, dove compaiono alcune immagini della serie degli anarchici* (o così suppongo) insieme a illustrazioni allegoriche, ritratti di personaggi storici e financo illustrazioni naturalistiche, tutto nel suo stile inconfondibile (in particolare le figure con il viso dettagliato e il corpo dalle grosse righe nere che ricordano un po’ adami).
mi incuriosirebbe poi sapere se una qualche edizione dell’enciclopedia è ancora in commercio, perché oggi dubito che ci si prenderebbe la briga di pubblicare dei testi per ragazzi con interi capitoli sulle rivolte popolari, il movimento operaio e le rivoluzioni…  magari ci sarà anche, un’enciclopedia per ragazzi di sinistra, ma di sicuro farà finta di non esserlo. a me invece pare che non sarebbe stato male avere in casa, oltre ai quindici, anche io e gli altri (questo prima di diventare un essere apolide apolitico e tendenzialmente asociale: ormai è tardi).

*a proposito: in inglese esiste questo volume art of anarchy. in it. ci sarà forse qualche catalogo di mostra?

link: ottima pagina su costantini dalla biblioteca di storia dell'anarchia kate sharpley library; articolo di soavi su di lui.

dalle unghiedipollice qui sotto (tutte amorosamente scannerate dall’enciclopedia della ruota, sperando non dispiaccia all'autore) si aprono delle finestre un po’ pesanti.

aggiornamento, 19.12.04: ho trovato il libro di sergio feldbauer attentati anarchici dell'ottocento con illustrazioni di costantini, mondadori 1970 (pagato in bancarella l'esoso prezzo di 20 euro, devo essere pazza).

link morti modificati: 07.10.10

malinconico van dyck tra le malinconiche cariatidi

nell’allestimento della mostra di van dyck ronconi ha messo delle grandi cornici intorno alle cornici dei quadri, sullo sfondo di pannelli che – complice anche la penombra – riducono al minimo la visibilità della cornice delle cornici delle cornici: la sala delle cariatidi di palazzo reale a milano. ho appena finito di confidare a mio padre quanto mi piace la sala lasciata cadente dopo i bombardamenti – statue rotte, mattoni a vista, sbreghi da tutte le parti, in contrasto con i grandi specchi – quando mi imbatto in un articolo che proclama: così è disgustosa. vabbé. pare che debba partire un restauro, dunque; speriamo bene. per gli sguardi in tralice e i timidi sorrisi dei ritratti di van dyck, era adatta anche così. vana la ricerca in rete di «belle copie» dei quadri che mi son piaciuti di più (tipo: i fratelli de wael, george gage, padre de la faille). dunque metto qui il segnalibro a un quadro che in mostra non c’era (così non ho l’effetto confronto), ma forse li riassume tutti: l’autoritratto di san pietroburgo.

the big smoker

è un blog di notizie su londra che ha come simbolo la silhouette della centrale elettrica di battersea, sagoma londinese a cui è facile affezionarsi perché è visibilissima e, pur essendo praticamente in centro, resta uno dei posti dismessi non ancora riconvertiti e pertanto fascinosi. ora pare che abbiano deciso cosa farci, e si faccia; il progetto ha un sito dove c’è anche un po’ di storia (a me piace questa foto della costruzione).

04.05.2004  trovato derelictlondon.com, dove le foto (più di 600) di luoghi in disuso sono accompagnate da brevi note informative: dice che la bps è il sito dismesso più grande d’europa in un centro urbano (15 ettari).
tramite la mia prima ricerca con feedster ho letto su livejournal il racconto di una ragazza che l’ha visitata un paio di settimane fa.
sempre a proposito di fumo di londra, pare non sia male la rivista smoke.

23.06.04: altri edifici londinesi e britannici del novecento attualmente a rischio: risky buildings.

20.01.05: robert elms’ footnotes and queries about london.

16.07.2005: battersea power station community group.

07.06.2021 Il tempo passa, i link diventano obsoleti e la BPS cambia.
Il tanto atteso recupero è quasi terminato https://batterseapowerstation.co.uk/

ma ci sono ancora tracce di archeologia industriale in rete per noi nostalgici, per i quali andare a pranzo alla BPS non era proprio una priorità
foto di Michael Collins
foto di Peter Dazeley
foto di un open day tenuto nel 2013
altre foto (probabilmente un po’ di caro vecchio trespassing)