malinconico van dyck tra le malinconiche cariatidi

nell’allestimento della mostra di van dyck ronconi ha messo delle grandi cornici intorno alle cornici dei quadri, sullo sfondo di pannelli che – complice anche la penombra – riducono al minimo la visibilità della cornice delle cornici delle cornici: la sala delle cariatidi di palazzo reale a milano. ho appena finito di confidare a mio padre quanto mi piace la sala lasciata cadente dopo i bombardamenti – statue rotte, mattoni a vista, sbreghi da tutte le parti, in contrasto con i grandi specchi – quando mi imbatto in un articolo che proclama: così è disgustosa. vabbé. pare che debba partire un restauro, dunque; speriamo bene. per gli sguardi in tralice e i timidi sorrisi dei ritratti di van dyck, era adatta anche così. vana la ricerca in rete di «belle copie» dei quadri che mi son piaciuti di più (tipo: i fratelli de wael, george gage, padre de la faille). dunque metto qui il segnalibro a un quadro che in mostra non c’era (così non ho l’effetto confronto), ma forse li riassume tutti: l’autoritratto di san pietroburgo.

2 risposte a "malinconico van dyck tra le malinconiche cariatidi"

  1. palmasco aprile 19, 2004 / 10:00 am

    Anche Picasso stava benissimo nel grande salone; quando ci arrivai alla fine della bella mostra sul settecento, m’è dispiaciuto che non ci avessero messo niente e lo tenessero chiuso con un cordoncino rosso.
    Il salone è bellissimo, in particolare così come si trova, in quel misto molto italiano di esistenza dell’opera architettonica e trascuratezza degli attuali occupanti.
    La notizia del restauro mi spaventa moltissimo, e già da adesso mi addolora.
    Perché non ho alcuna speranza che lo facciano bene?
    Intanto perché dò occhiate in città e vedo quello che fanno, quando fanno, e poi perché quel salone, secondo me, è così.
    Non potrebbe essere altrimenti.

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  2. rose aprile 19, 2004 / 11:17 am

    ecco, non sono solo io, allora. un conto è impedire che quelli degli allestimenti facciano altri buchi nei muri per tirare dei cavi, un altro decidere di tirare tutto a lucido. tra l’altro in questo caso la fatiscenza è voluta e sensata. per affinità con quello che dice palmasco, in italia io auspicherei un certo grado di fatiscenza, più o meno controllata, in qualsiasi restauro.

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