il sito di grafica libraria foreword presenta read print come un progetto gutenberg più piacevole da consultare.
noto però che, analogamente all’uso prevalente nel progetto gutenberg, read print pubblica testi di pubblico dominio negli stati uniti senza indicare – io almeno non l’ho trovata – la fonte cartacea del testo: da che edizione a stampa viene?
Autore: alba
ephemera

collectibles (as posters, broadsides, and tickets) not intended to have lasting value (merriam-webster online). sul webster che ho io a casa (vecchio, è il third) questo significato non c’era. quindi non è molto che gli americani hanno assegnato a questa parola il compito di indicare l’eterogeneo oggetto di collezionismo per il quale anch’io ho uno spiccato interesse (senza arrivare al collezionismo). comodo: c’è una cosa e non c’è una parola? facciamola o adattiamone una. che poi è greca, non è un grande sforzo: potevamo farlo noi, invece degli americani.§
siti (alcuni dal moom, segnalati anche da milton, altri da scribbling woman, una miniera di link):
the ephemera society of america.
il meraviglioso ephemera now (illustrazioni pubblicitarie, anni 50-60).
the imaginary world (idem, ma tutto per bambini).
la collezione della library of congress, con cui si va indietro nel tempo.
§ sono quasi sicura: non ho un oxford aggiornato, ma il cambridge advanced learner’s dictionary, online, si limita a «the type of objects which, when they were produced, were not intended to last a long time or were specially produced for one occasion».
ancora scialoja (un mistero)
dunque, è da ieri sera che (oltre a pasticciare con i fogli stile css, ma questa è un’altra storia) veleggio tra le poesie di scialoja, che sono una meraviglia, e oggi uscendo mi sono portata dietro il libro.
ecco, appunto, il libro. in libreria ho trovato il volume del 2002 di cui sotto, ma sfogliandolo non ho rintracciato date anteriori al 79. vorrà dire che le prime raccolte pubblicavano poesie più vecchie, ho pensato.
oggi guardo meglio su alice, e vedo che in commercio risulta una seconda edizione del libro, datata 2004 (stesso numero di pagine, stesso prezzo), ma che s’intitola: poesie 1979-1998. O bella, si diceva una volta.
intanto, visto che questa settimana si è parlato di felini:
adoro il profilo dei gatti
solo il ciottolo è più espressivo
questa volta se torno vivo
non voglio più scendere a patti.
toti scialoja
come pittore non era mai entrato a far parte dei miei «inventari». che invece sono costantemente punteggiati dai suoi versi geniali di quando la talpa vuol ballare il tango (mondadori 1997), da che il furbo px me lo regalò qualche anno fa. lì erano riuniti nonsense e poesie sugli animali, tra cui la mia preferita:
calma la talpa sotto il chiar di luna
palpa le sue patate ad una ad una.
(altre filastrocche su tecalibri, qui e qui, nonché su polyhymnion, qui).
sarebbe ora, direi, di metterci in casa anche il volume di garzanti che raccoglie le poesie 1961-1998 (scialoja è morto nel 98).
il libro è uscito nel 2002, ma solo ora me ne sono accorta io.
sgatti
psycho horror bathroom vision


avevo apprezzato molto questo post domestico-visionario di palmasco, anche per due motivi strettamente personali: io le sue piastrelle op le trovo bellissime, e poi mi hanno ispirato a tentare di esorcizzare uno dei più malefici influssi subiti dalla mia mente ragazzina. come? mediante un sequel parodico/trash dell’elegantissimo post sopracitato. ieri sono stata a casa dei miei e le ho fotografate, le piastrelle del bagno. direi che si commentano da sole. posso aggiungere che non sono mai riuscita a trovarne due uguali, e che per ciascuno dei 3 particolari sotto riportati avevo un’interpretazione figurativa (volendo abbassare ulteriormente il livello del post, potrei specificare che il punto d’osservazione non era la vasca da bagno, che per fortuna non costringe a tanto, bensì la seduta del water). quasi tutte le foto sono venute sfocate, a ulteriore riprova della natura psicotropa del luogo. datazione: 1968-70 (anche noi ce le trovammo in casa, arrivandovi nel ’73). tra gli inventari possibili, insomma, considero una fotogalleria di piastrelle psichedeliche ormai indispensabile.



barbie superstar
esperienze
mai sognato di aver ucciso qualcuno?
una poesia di hart crane
la smemoratezza è come una canzone
che, libera da metro e ritmo, vaga.
la smemoratezza è come un uccello
dalle ali piane, tese, immobili –
un uccello che plana sul vento senza sforzo.
la smemoratezza è la pioggia di notte,
o una vecchia casa in un bosco – o un bambino.
la smemoratezza è bianca – bianca come un albero bruciato,
e può dare alla sibilla l’estasi profetica,
o seppellire gli dei.
tanta smemoratezza mi ricordo.
Traduzione di Alba Bariffi
consumazioni
la tv influenza i miei consumi (vedo un pezzetto dei soprano per la prima volta – finisce con white rabbit dei jefferson airplane tutta intera sui titoli di coda – ci metto ere geologiche a farmi venire in mente titolo e gruppo – invece di chiamare un neurologo, decido di espiare comprando l’edizione rimasterizzata di surrealistic pillow).
i blog influenzano i miei consumi (leggo che garnant e io come concerti di diamanda galas siamo pari – rimembro di avere dg solo su cassette, delle quali reperibile solo you must be certain of the devil – nel cestino della spesa finisce il doppio cd la serpenta canta).
i consumi passati contengono il germe di consumi futuri (ho visto le ristampe sony di soul mining, infected, mind bomb e dusk con le loro copertine coordinate… con la faccia di matt johnson che dice «mi lasci qui sullo scaffale?»… odio questi ricatti emotivi).
«consumo consapevole» è un ossimoro. siamo troppo dipendenti dai suoi affetti collaterali (e non solo nel caso particolare dell’oggetto culturale – pure comprare il detersivo ecologico è un’azione di consumo simile: mi dà più soddisfazione che comprare il detersivo tradizionale).

