

avevo apprezzato molto questo post domestico-visionario di palmasco, anche per due motivi strettamente personali: io le sue piastrelle op le trovo bellissime, e poi mi hanno ispirato a tentare di esorcizzare uno dei più malefici influssi subiti dalla mia mente ragazzina. come? mediante un sequel parodico/trash dell’elegantissimo post sopracitato. ieri sono stata a casa dei miei e le ho fotografate, le piastrelle del bagno. direi che si commentano da sole. posso aggiungere che non sono mai riuscita a trovarne due uguali, e che per ciascuno dei 3 particolari sotto riportati avevo un’interpretazione figurativa (volendo abbassare ulteriormente il livello del post, potrei specificare che il punto d’osservazione non era la vasca da bagno, che per fortuna non costringe a tanto, bensì la seduta del water). quasi tutte le foto sono venute sfocate, a ulteriore riprova della natura psicotropa del luogo. datazione: 1968-70 (anche noi ce le trovammo in casa, arrivandovi nel ’73). tra gli inventari possibili, insomma, considero una fotogalleria di piastrelle psichedeliche ormai indispensabile.



Bé, che dire… non mi resta che invitarti a provare la mia vasca per goderti le mattonelle 🙂
A parte i complimenti, quello che veramente mi fa piacere nel tuo post èche tu sia andata a casa dei tuoi per fotografare le mattonelle, un modo per dire che il mio post ti ha dato un impulso e questo per me è una soddisfazione.
ciao
una cosa che apprezzo nei blog è come uno spunto personalissimo può dar luogo a un motivo di interesse per altri, a uno stimolo capace di propagarsi andando a parare chissà dove. (anzi, proprio la soggettività del blog è il filtro che rende interessante quello che si legge, quando diventa un taglio particolare che si dà a tutto, anche alle informazioni.)
Anche a me e’ piaciuta l’idea che sei andata a casa dei tuoi ed hai fotografato le piastrelle. E l’immagine finale, il dettagli ogigante e sfuocato e molto bella.
A questo punto pero’ siamo tutti in attesa di una serie di post sulla influenza delle piastrelle sulla tua infanzia e la tua crescita … 🙂
mmm, you don’t want to hear that…