sabato ho visto nightmare detective di tsukamoto.
oggi ho fatto richiesta di un taglierino dalla cancelleria dell'ufficio: me l'hanno dato in una scatolina piena di scritte giapponesi.
sabato ho visto nightmare detective di tsukamoto.
oggi ho fatto richiesta di un taglierino dalla cancelleria dell'ufficio: me l'hanno dato in una scatolina piena di scritte giapponesi.
raoul per i francesi (cui l'accoglienza degli esuli sudamericani ha dato forse qualche diritto di storpiarne i nomi) è stato uno dei picchi di una milanesiana decisamente interessante, a celebrare la decima edizione; speriamo non sia il canto del cigno, visto il cambio della guardia in provincia, ma di certo «la sorella del fratello», come la curatrice è soprannominata nei corridoi via mecenate (oh, la perfidia dell'ambiente aziendale!), lotterà per difendere la sua creatura. vai betty.
dunque domenica mattina ho visto l'unica megaproduzione di ruiz, le temps retrouvé.
e domenica pomeriggio combat d'amour en songe, girato in portogallo. sarebbe stato bello avere anche qui un'immagine di elsa zylberstein nello specchio (là parla al protagonista da dentro uno specchio), invece ho solo un brutto frame dal sito portghese del film.
d. è tornato anche la sera e si è fatto autografare il libro delle sparizioni, perfetto per il tema della milanesiana (sono sempre argomenti un po' pretestuosi e fumosi – in questo caso l'invisibile – che in quanto tali lasciano molta libertà agli artisti che intervengono).
ghezzi c'è ancora, come ai tempi in cui creava dal nulla il culto di ruiz in italia trasmettendo a fuori orario la ville des pirates, e questo fa piacere.
il concerto di sabato 27 alla milanesiana (con katie geissinger) è stato commovente.
procede. i biglietti per l’evento culturale sono arrivato da londra a milano in giorni 2.
poiché l’amica t. ha radunato una classe folta quanto eterogenea, abbiamo dovuto trovare una casa sul tamigi da monopolizzare.
forse quest'anno robyn hitchcock viene davvero a strade blu: con la band (!) a casola valsenio (!!!) il 14 agosto. ingresso gratuito.
peccato che non abbiamo più il pied-à-terre a imola, me lo sentivo che veniva utile – ma per rh temo che affronterei pure un ferragosto in campeggio a riolo terme.
ps: volendo, la sera prima a ravenna c'è steve wynn che suona dylan. con band. (no, lo dico per chi notava che da un po' steve wynn non si faceva vedere)
il disco nuovo dei dinosaur jr, farm. bello. certo, sembra uno dei loro dischi di una volta. dunque posso contarlo come un disco «nuovo» per me?
più in generale meglio continuare a contorcersi sotto l'imperativo della ricerca costante di cose nuove o godersi quello che capita di incontrare?
essendo domenica, mi do vacanza e mi fermo alla seconda che ho detto.
che le ceramiche fantasia continuino ad arrivare sane e salve dall'inghilterra ha dell'incredibile, e comunque è divertente (il postino invece ormai mi odia).
quanto ai concerti, il commento di edo dice quasi tutto.
i maximo park non li avevo mai visti e speravo in un concerto migliore: è uno di quei casi in cui per contrasto ti accorgi di quanto siano ben prodotti i dischi e fai un po' fatica a riconoscere il suono dal vivo; non che debba essere identico, anzi, ma risultava tutto un po' affastellato e mi ha preso veramente solo durante books and boxes e apply some pressure (anche p., che non conosceva le canzoni, li ha trovati simpatici ma non una rivelazione).
la giornata di rock in idro mi è stata talmente funestata dallo spostamento di sede (chi osa levarmi l'unica giornata che avevo in programma di passare all'aperto a milano?) che l'ho goduta pochino.
ma ho amato al primo ascolto i flogging molly – arrivando si pensa «sì, va bene, ancora folk-punk irlandese, che sarà mai», e invece… che bella cosa – ed è valsa la pena di rivedere i pogues.
ne ricordavo un grandissimo concerto del 1990 a correggio e uno successivo in cui la presenza di shane macgowan era già rarefatta come un fantasma. sabato sera invece lui c'era davvero – nelle foto di stefano masselli sembra diventato quasi bello – sdentato sì e attaccato a un bicchiere non certo d'acqua fresca, ma con molti capelli e sempre più sicuro man mano che procedeva il concerto, in particolare in dirty old town e rainy night in soho (now the song is nearly over – we'll never find out what it means… non posso che confermare il mio amore per le rockstar attempate). la pessima atmosfera del palasharp era stata un po' mitigata dal telo con i grattacieli e dalle note di straight to hell prima che i pogues salissero sul palco.
philip chevron sembra vecchissimo ma perlomeno è vivo e ha cantato la sua meravigliosa thousands are sailing (mia canzone preferita dei pogues).
per la cronaca:
i gogol bordello dal vivo dicevano poco – ne ho ascoltato solo metà perché i suoni balcanici risultavano noiosamente assenti, in una patchanka abbastanza qualunquistica da cui ogni malinconia era svanita lasciando solo, mi è parso, una certa superficiale cialtroneria.
i social distortion li abbiam sentiti con piacere, onesti e solidi come te li aspetti.
i babyshambles abbastanza inqualificabili – senz'altro penalizzati dall'orrido suono del papasharp e dall'indifferenza del pubblico (con la lineup di sabato avevano ben poco a che fare), ma sono apparsi inutili e contraddittori come il loro nome.
li prendo a questo bar tabaccheria che fa la prevendita ticketone allo stesso banco della ricevitoria del lotto. un po' mi sento scema (o troppo ricca) perché vado lì a spender soldi senza la speranza di riaverli indietro moltiplicati, un po' sono contenta di andarci per un motivo concreto (ehm) invece che per una vaga speranza… ma forse, come al solito, è che ognuno ha la sua droga.
dunque il programma milanese estivo al momento è (ascendente secondo il calendario e l'anagrafe): maximo park, pogues, steely dan.
+ flickr
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mi dà un’idea prer favore di cosa c’è scritto qui, grazie.