fate farfalle

ero rimasta indietro con i compiti di lunedì: il mio contributo iconografico sulle farfalle riguarda non la mitologia classica ma le fate, soprattutto le fate vittoriane, che spesso volano sulle farfalle o hanno le ali da farfalla (oppure trasparenti – un po’ da falena o libellula – nel peter pan di rackham).

Naish  Anichini  Outhwaite

la prima immagine è proprio vittoriana, una cartolina che mi è molto cara per motivi che non c’entrano niente con le fate e di cui poi ho ritrovato l’origine – il quadro di naish con il suo bel geranio – in un apposito libro (catalogo di una mostra che non ho visto). victorian fairy painting ospita anche le fate di richard doyle e il sogno dell’entomologo di edmund dulac.

la seconda immagine è un’illustrazione di ezio anichini da un peter pan bemporad, 1920 circa.

la terza è una cartolina che riproduce un’illustrazione da the fairyland di ida rentoul outhwaite.

(ah, anche mackintosh ha disegnato delle fate, ma coprendole delle sue solite rose. cartolina della glasgow school of art.)

UPDATE è arrivata da superqueen una farfalla estiva.
altro aggiornamento: il nuovo ufficio ha una sua fata in cima alle scale.

Fatadellufficio Fatadellufficio2

cime tempestose

letto il post di superqueen sul film tratto da jane eyre, ho ripensato un attimo a cime tempestose come libro che mi è sempre sembrato difficilissimo da illustrare* o da riutilizzare – ma dovrei rileggerlo per poter spiegare perché – nonostante la sua popolarità coronata addirittura dalla pop song di kate bush, e dal quale difatti il cinema non mi pare abbia ricavato niente di memorabile (certo non la versione di wyler né quella di buñuel; non ho visto le più recenti – ce n’è una di rivette e un’altra con juliette binoche e ralph fiennes, bah).

per ritrovare l’inquietudine del libro conviene tornare ai disegni di balthus, che com’è noto l’ha illustrato in parte e al libro era molto legato (altre due immagini qui e qui). il che è interessante perché lo stile di balthus non ha proprio niente di gotico, non gioca a fare period pieces; scavalca insomma le suggestioni più ovvie per rintracciare del testo quello che gli interessa di più. ma del resto quello che suscita più disagio in balthus è sempre il contrasto tra certe rigidità dei tratti, certe schematicità della rappresentazione e le implicazioni tutt’altro che convenzionali del soggetto.
(si dice che questo balletto ne sia stato in qualche modo ispirato.)

 

* paradossalmente, quindi, si potrebbe considerare appropriata l’assurda copertina di questa mia vecchia copia.

le xilografie di félix vallotton

non si trovano molto di frequente riprodotte in rete (vedo che ne aveva raccolte alcune il weblog giornale nuovo).*

io sono abbastanza contenta di questo libricino che mi è ricapitato in mano l’altra sera, catalogo di una mostra romana dell’80, dove ne sono riprodotte 147 (tra cui dei bellissimi ex libris).

Fvlecoupdevent  Fvlaflute  Fvlespetitesfilles

update 12.01.05: ho ripescato il pel di carota illustrato da vallotton, ca 1902 (jules renard, poil de carotte, avec 50 dessins de f. vallotton, flammarion 1938, comprato in italia per lire 10.000).

Fvlamarmite   Fvlepot
vallotton, poil de carotte   Fvlesmoutons

update settembre 2007: trovato la vita assassina, romanzo, con sette disegni dell'autore (molto simili alle stampe), adelphi 1987.

* now (2013) resources abound:

félix vallotton's reinvention of the woodcut

félix vallotton's woodblock prints

more images

scaffali: agatha christie

Pinter2ho recuperato il lotto di gialli degli spensierati anni dieci (i miei) da una cassapanca un po' umida. uff, sono tantissimi, non ho voglia di copiarmi i titoli e ho una scusa per non farlo: a quanto pare avevo già tentato un inventario (recto. sul verso c’è solo «N or M 1941 Quinta colonna»).
ci sono 22 oscar gialli,
4 gialli,
1 classico del giallo (trappola per topi, 1979),
1 volume della serie «tutti i racconti di agatha christie»,
1 giallo economico classico newton compton (!),
3 tascabili inglesi fontana di cui uno (ma ne devo avere un altro coevo da qualche parte) del 67, per la precisione un mese più vecchio di me, e inoltre: Pinter1
hercule poirot. l’ora della verità, a c. di a. tedeschi, traduttori vari, mondadori, omnibus gialli, 1975 (rist. 1979; è uno di 5 omnibus* dedicati ad a.c.)
• emma ercoli, agatha christie, il castoro 144, la nuova italia, firenze 1978 (bella copertina)
• sara cortellazzo e dario tomasi, agatha christie il giallo il cinema, aiace, torino 1986. qui qualcosa su ferenc pintér.

* gli omnibus di una volta. li fanno ancora, ne abbiamo uno di ellroy: grafica di copertina orrenda, volume cartonato ma fresato e ricoperto di carta orrenda, interno stampato su carta da cesso (e già che ci siamo, andrebbe additato al pubblico ludibrio anche il genio che un po’ di anni fa ha deciso di comporre tutti i libri mondadori in palatino).

altri reperti da altre case

c’era una volta un pannello di compensato su cui lasciavo sedimentare cartoline, ritagli, foto, icone della più varia provenienza. alcune immagini le avevo già tratte in salvo, ma il grosso del mucchio l’ho recuperato solo di recente: l’effetto che faceva è più o meno questo. si aveva un po’ il culto del bianco e nero, allora,tanto è vero che si faceva un sacco di arte della fotocopia – a parte fanzine e flyer, conservo ancora certa carta da lettera il cui retro si presentava così o così (se l’autore si riconosce, si faccia avanti!)