c’è sempre il link a rose is rose di pat brady, a portata di mano per i momenti in cui si ha voglia di una striscia piena di gatti e neologismi. peekaboo non sarà il bracchetto, ma ci piglia parecchio, secondo me.

c’è sempre il link a rose is rose di pat brady, a portata di mano per i momenti in cui si ha voglia di una striscia piena di gatti e neologismi. peekaboo non sarà il bracchetto, ma ci piglia parecchio, secondo me.


ivory project: collezione di réclame del sapone americano ivory, 1838-1998 (the smithsonian’s museum of american history – link via ramage).

• christian morgenstern, il grande lalulà, trad. di federica pierini, edizioni c’era una volta…, pordenone 1992.
• e.t.a. hoffmann, il bimbo misterioso, trad. di federica pierini, edizioni c’era una volta…, pordenone 1994.
• fratelli grimm, hansel e gretel, trad. di albarosa catelan, edizioni c’era una volta…, pordenone 1995.
update 2008-2009, con i libri nord-sud (ora marchio salani):
• l’arca di noè
• andersen, le fiabe più belle
• baum, il meraviglioso mago di oz
• dickens, un canto di natale
• grimm, il pifferaio di hamelin
• hoffmann, lo schiaccianoci
• l’alice, come si è detto, per qualche motivo ce l’ho in inglese, boh.

riguardando il librino di morgenstern ho ritrovato questa pagina dei canti patibolari. un simpatico precedente (1905) della famigerata installazione di cattelan a milano (io personalmente trovo più disturbanti i piccoli impiccati di morgenstern. sul progetto gutenberg il testo originale, invidio chi sa il tedesco).

ero partita da arthur rackham e lì sono tornata, dopo aver girato un po’ in rete a vedere altre illustrazioni di alice. nulla di meglio, secondo me. dunque lo scaffale rimane maneggevole, addirittura portatile.
• nel paese delle meraviglie di lewis carroll con acquerelli di arturo rackham, fatto italiano da emma g. cagli, istituto italiano di arti grafiche, bergamo s.d. [1908]
• the annotated alice: the definitive edition. alice’s adventures in wonderland & through the looking glass di lewis carroll con illustrazioni di john tenniel, introduzione e note di martin gardner, w.w. norton & c., new york-london 2000.
in più, mistero: io son sicura di avere l’edizione illustrata da lisbeth zwerger, ma non lo trovo. la mancanza di una funzione «cerca» in casa è disdicevole. il software del mio cervello dà segni di cedimento, ne vorrei uno apposito.
segnalibro per un sito dedicato agli illustratori del primo novecento e per un più vasto catalogo degli illustratori di alice presenti in rete, nonché per un facsimile del manoscritto di alice’s adventures underground, 1864 (è conservato alla british library).
sullo stesso sito, della lewis carroll society, c’è una pagina divertente di link su carroll nella pop culture. altro sito sullo stesso argomento qui (c’è anche il bruco che suona la chitarra in una pubblicità della fender del 75).[outdated link}
a questo proposito è da segnalare che purtroppo grace slick vende quadri e stampe suoi ispirati ad alice. io ero perfettamente soddisfatta di sentirla e risentirla cantare trionfalmente feed your head, però trovo interessante che il suo ghiro giochi con le lettere dell’alfabeto.
sulle traduzioni italiane di alice, cose serie su intralinea.
ah, la mia migliore amica ha sposato un matematico di cognome carroll e la figlia l’hanno chiamata.. sì sì, proprio alice.
aggiornamento: trovato.
• lewis carroll, alice in wonderland, illustrated by lisbeth zwerger, north-south books, london-new york 1999.
ulteriore aggiornamento (2005):
• lewis carroll, alice nel paese delle meraviglie, traduzione di aldo busi, testo originale a fronte, feltrinelli 1993 (2004)
ennesimo aggiornamento (c’è stata una recrudescenza all’inizio del nuovo decennio):
• lewis carroll, alice, edizione annotata da martin gardner, traduzione e cura di masolino d’amico, illustrazioni originali di john tenniel, rizzoli (bur-extra) 2010
• bryan talbot, alice in sunderland, jonathan cape 2007
• the complete alice & the hunting of the snark by lewis carroll, illustrated by ralph steadman, jonathan cape 1986
attraverso untitled sono arrivata a questo post di caracaterina, ben contenta di trovare qualcun’altra colpita in tenera età dal serpente di pinocchio. il mio era questo qui, dell’edizione salani con le illustrazioni di luigi e m. augusta cavalieri, 1924 (il volume arrivato da mia madre è del 36), e quand’ero piccola mi spaventava proprio: avevo un po’ paura ad arrivare a quella pagina.
altra coincidenza è che il post sui segreti di caracaterina prende spunto dal giardino segreto di frances hodgson burnett, che ho cominciato a leggere la settimana scorsa proprio per trovare risposta alla domanda: «ma il libro era brutto?»
io, leggendolo per la prima volta (almeno credo, ma avevo in mente uno sceneggiato) direi di no…
l’alibi per fare letture del genere oggidì sarebbe di farle in inglese. giusto prima del giardino segreto c’è stato coraline di neil gaiman, e adesso vagabondo in un guazzabuglio tra i due libri come fosse un film di tim burton. e forse ne risulta che ai bambini piacciono i segreti – scoprire quelli dei grandi, di cui non vedono gli aspetti dolorosi e vergognosi ma che ribaltano in avventura. e tenerne qualcuno per sé, del tipo «buono»: qualcosa che sembra avere più valore se non si sa in giro, magari solo nell’attesa della persona giusta a cui raccontarlo.
carte da gioco con il libro come seme, 1588 (via giornale nuovo)


un’illustrazione di dame darcy.
sono arrivata lì perché sui blog americani si dice che la signora (nessuna parentela con il personaggio di orgoglio e pregiudizio, i suppose) stia lavorando a un’edizione a fumetti di jane eyre.
mmm, a proposito di cortocircuiti popvittoriani, a casa ho una bellissima copertina di cime tempestose (la metto qui stasera).
23.30, eccola: il libro devo averlo sottratto proditoriamente alle cugine, e mai più restituito.
vicino c’è l’elenco di collana.



collectibles (as posters, broadsides, and tickets) not intended to have lasting value (merriam-webster online). sul webster che ho io a casa (vecchio, è il third) questo significato non c’era. quindi non è molto che gli americani hanno assegnato a questa parola il compito di indicare l’eterogeneo oggetto di collezionismo per il quale anch’io ho uno spiccato interesse (senza arrivare al collezionismo). comodo: c’è una cosa e non c’è una parola? facciamola o adattiamone una. che poi è greca, non è un grande sforzo: potevamo farlo noi, invece degli americani.§
siti (alcuni dal moom, segnalati anche da milton, altri da scribbling woman, una miniera di link):
the ephemera society of america.
il meraviglioso ephemera now (illustrazioni pubblicitarie, anni 50-60).
the imaginary world (idem, ma tutto per bambini).
la collezione della library of congress, con cui si va indietro nel tempo.
§ sono quasi sicura: non ho un oxford aggiornato, ma il cambridge advanced learner’s dictionary, online, si limita a «the type of objects which, when they were produced, were not intended to last a long time or were specially produced for one occasion».


«giallo» è una rivista giapponese, un trimestrale di racconti inediti e notizie che si occupa prevalentemente di mystery e si chiama proprio così, in italiano. visto che y. ci scrive una piccola rubrica dedicata al costume italico, me ne sono fatta portare un numero… per guardare le figure, ovviamente. e tra le figure (due o tre per ogni racconto, in bianco e nero come quasi tutto il volume) mi sono piaciute queste. lo pseudonimo dell’illustratore si dovrebbe traslitterare hyacchimaru, ma trattandosi di un nome proprio nemmeno y. era molto sicura.