pinocchio e il giardino segreto

attraverso untitled sono arrivata a questo post di caracaterina, ben contenta di trovare qualcun’altra colpita in tenera età dal serpente di pinocchio. il mio era questo qui, dell’edizione salani con le illustrazioni di luigi e m. augusta cavalieri, 1924 (il volume arrivato da mia madre è del 36), e quand’ero piccola mi spaventava proprio: avevo un po’ paura ad arrivare a quella pagina.
altra coincidenza è che il post sui segreti di caracaterina prende spunto dal giardino segreto di frances hodgson burnett, che ho cominciato a leggere la settimana scorsa proprio per trovare risposta alla domanda: «ma il libro era brutto?»
io, leggendolo per la prima volta (almeno credo, ma avevo in mente uno sceneggiato) direi di no…
l’alibi per fare letture del genere oggidì sarebbe di farle in inglese. giusto prima del giardino segreto c’è stato coraline di neil gaiman, e adesso vagabondo in un guazzabuglio tra i due libri come fosse un film di tim burton. e forse ne risulta che ai bambini piacciono i segreti – scoprire quelli dei grandi, di cui non vedono gli aspetti dolorosi e vergognosi ma che ribaltano in avventura. e tenerne qualcuno per sé, del tipo «buono»: qualcosa che sembra avere più valore se non si sa in giro, magari solo nell’attesa della persona giusta a cui raccontarlo.

i like it too!

venice_coverun altro luogo foriero di apnee popculturali per l’abbondanza di link: i like (putroppo senza rss feed).

tra le risorse interne o connesse a questo weblog:

found type sotto forma di… capitalism

e soprattutto un intero sito su miroslav sasek, i cui 18 volumetti della serie questa è… (parigi, londra, roma eccetera) furono pubblicati anche in italia da fabbri a partire dai primi anni 60. adesso si trovano in qualche biblioteca, mentre da una superficiale ricerca tra i libri usati in rete non risultano disponibili – approfondirò. dico, se ne avete qualcuno e volete venderlo… (mmm, se state leggendo qui, non volete venderlo). sono gli antesignani dei giramondo della bohem press (pure di autori cechi, come dice il nome).

a come assenzio

absynthe, dame darcy
un’illustrazione di dame darcy.
sono arrivata lì perché sui blog americani si dice che la signora (nessuna parentela con il personaggio di orgoglio e pregiudizio, i suppose) stia lavorando a un’edizione a fumetti di jane eyre.darlingcollanawuthering heights
mmm, a proposito di cortocircuiti popvittoriani, a casa ho una bellissima copertina di cime tempestose (la metto qui stasera).

23.30, eccola: il libro devo averlo sottratto proditoriamente alle cugine, e mai più restituito.
vicino c’è l’elenco di collana.

ephemera

ramadicollectibles (as posters, broadsides, and tickets) not intended to have lasting value (merriam-webster online). sul webster che ho io a casa (vecchio, è il third) questo significato non c’era. quindi non è molto che gli americani hanno assegnato a questa parola il compito di indicare l’eterogeneo oggetto di collezionismo per il quale anch’io ho uno spiccato interesse (senza arrivare al collezionismo). comodo: c’è una cosa e non c’è una parola? facciamola o adattiamone una. che poi è greca, non è un grande sforzo: potevamo farlo noi, invece degli americani.§
siti (alcuni dal moom, segnalati anche da milton, altri da scribbling woman, una miniera di link):
the ephemera society of america.
il meraviglioso ephemera now (illustrazioni pubblicitarie, anni 50-60).
the imaginary world (idem, ma tutto per bambini).
la collezione della library of congress, con cui si va indietro nel tempo.

§ sono quasi sicura: non ho un oxford aggiornato, ma il cambridge advanced learner’s dictionary, online, si limita a «the type of objects which, when they were produced, were not intended to last a long time or were specially produced for one occasion».

giallo

giallo2

«giallo» è una rivista giapponese, un trimestrale di racconti inediti e notizie che si occupa prevalentemente di mystery e si chiama proprio così, in italiano. visto che y. ci scrive una piccola rubrica dedicata al costume italico, me ne sono fatta portare un numero… per guardare le figure, ovviamente. e tra le figure (due o tre per ogni racconto, in bianco e nero come quasi tutto il volume) mi sono piaciute queste. lo pseudonimo dell’illustratore si dovrebbe traslitterare hyacchimaru, ma trattandosi di un nome proprio nemmeno y. era molto sicura.

mi faccio licenziare, o smetto di dormire? (ovvero: a che cosa serve internet)

per la mia bulimica avidità di inventari, archivi, liste, depositi e così via ho trovato un link che si potrebbe definire definitivo (se non stessimo parlando della rete). il sito dello studio grafico di chicago coudal partners ha forse il miglior museum of online museums che io abbia trovato finora. il moom raccoglie nella stessa pagina i link ai musei veri e quelli alle più assurde gallerie online, tutti insieme. certo avrei potuto fare a meno (anche volentieri) della galleria dei gufi di macramé.
mucchi di belle cose anche nella pagina degli archivi, il cui sottotitolo è: non riusciamo proprio a deciderci a buttare via niente. appunto. amo l’illusione che dà la rete di poter trovare un posto per ogni cosa. finché non va via la luce, almeno.
(link via the food section)

su una sedia della cucina

giace da più di sei mesi una pila di libri lasciati qui in deposito da m. e m., che li hanno salvati da morte certa.  anch’io porto a casa (quasi) qualsiasi libro pur di non vederlo andare al macero, eppure, piccata per l’indebito ingombro della seggiola, non solo non l’avevo più spolverata, ma non avevo nemmeno dato un’occhiata ai libri – tranne i primi tre, ovvero il «maestro del colore» di lotto, un volume delle «edizioni d’arte garzanti» su van eyck (di quegli albi con libidinose illustrazioni applicate) e una monografia tedesca su cézanne. sotto c’erano 4 volumi della per me ignota enciclopedia per ragazzi io e gli altri, la ruota editrice, genova 1977, 12 voll. (ristampata, pare, da einaudi nel 90).
dentro i volumi, tantissime illustrazioni di flavio costantini (tra gli altri; ce n’è molte anche di luzzati, trattasi del resto di editoria genovese).
ora, io di costantini avevo visto i ritratti di scrittori del «corriere» (proust, raimbaud) e le recenti pubblicazioni per nuages. ma mi ha entusiasmato in io e gli altri, dove compaiono alcune immagini della serie degli anarchici* (o così suppongo) insieme a illustrazioni allegoriche, ritratti di personaggi storici e financo illustrazioni naturalistiche, tutto nel suo stile inconfondibile (in particolare le figure con il viso dettagliato e il corpo dalle grosse righe nere che ricordano un po’ adami).
mi incuriosirebbe poi sapere se una qualche edizione dell’enciclopedia è ancora in commercio, perché oggi dubito che ci si prenderebbe la briga di pubblicare dei testi per ragazzi con interi capitoli sulle rivolte popolari, il movimento operaio e le rivoluzioni…  magari ci sarà anche, un’enciclopedia per ragazzi di sinistra, ma di sicuro farà finta di non esserlo. a me invece pare che non sarebbe stato male avere in casa, oltre ai quindici, anche io e gli altri (questo prima di diventare un essere apolide apolitico e tendenzialmente asociale: ormai è tardi).

*a proposito: in inglese esiste questo volume art of anarchy. in it. ci sarà forse qualche catalogo di mostra?

link: ottima pagina su costantini dalla biblioteca di storia dell'anarchia kate sharpley library; articolo di soavi su di lui.

dalle unghiedipollice qui sotto (tutte amorosamente scannerate dall’enciclopedia della ruota, sperando non dispiaccia all'autore) si aprono delle finestre un po’ pesanti.

aggiornamento, 19.12.04: ho trovato il libro di sergio feldbauer attentati anarchici dell'ottocento con illustrazioni di costantini, mondadori 1970 (pagato in bancarella l'esoso prezzo di 20 euro, devo essere pazza).

link morti modificati: 07.10.10