andy white,

in streaming dall’auditorium di radio popolare, sta cantando vision of you, vigliaccamente rinverdendo, così, quel non breve innamoramento che la sua bella voce irlandese mi causò in the early e mid-nineties.   ora conclude il set con reality row.
mi pare che abbia sempre il nasone e non porti più i capelli lunghi; suona di nuovo a milano lunedì 7, credo ancora nel piccolissimo pub dove lo vedemmo l’ultima volta almeno 5 anni fa.
sotto, 1997 art delle cartoline che arrivavano attraverso una mailing list vera, con tanto di timbro postale di dun laoghaire.

vladimir favorskij

l’ho incontrato in alla ricerca della lepre. architettura di un libro illustrato, biblioteca del vascello, roma 1993. purtroppo la stampa è un po’ scura, ma al centro c’è una riproduzione delle 32 pagine originali del librino russo – 1932 – dei racconti di animali di tolstoj (tratti da azbuka, l’abbecedario del 1872) da lui impaginati e illustrati, poi la traduzione dei racconti e un paio di scritti di e su favorskij.
(ah, per 30 dollari ci si può comprare un font ispirato al suo lavoro).

per una coincidenza

tra gli ultimi dischi comprati prima delle vacanze c’era anche la raccolta doppia del laibach anthems (doveva essere in offerta – erano anni che non pensavo ai laibach). e un paio di settimane dopo, ecco un’imprevista sosta a lubiana. a lubiana questo è l’anno della biennale di grafica organizzata dal mglc, il centro internazionale per le arti grafiche. alla mostra di grafica slovena alternativa degli ultimi 40 anni, al castello di tivoli, c’era un’intera parete di volantini e manifesti del neocollettivismo, dell’nsk (v. anche qui) e dei laibach, che sfortunatamente non ho fotografato. quanto alla biennale vera e propria alla sede della tobačna ljubljana (dove c’è anche un bizzarro museo del tabacco), andrebbe vista anche solo per l’inedita esperienza di visitare una mostra respirando costantemente un leggero, piacevolissimo odore di tabacco (tutto l’ambiente ne è completamente pervaso). la mattina di ferragosto, quando siamo partiti da lubiana, c’erano quindici gradi, pioveva e le foglie degli alberi al castello cadevano ingiallite. e anche stamattina fa un freddino…