e scopro… che a bologna arriva mark stewart. questa sì che è una notizia.
Autore: alba
diva
any information about this clothing label?
i can’t find it on the internet, so i guess it might be something from the early 90s.
(i’ve got quite a few diva items from a friend a couple of years ago, but never really asked where they came from–they’re made in england, cheap but fun.)
avevo 666 posts
inventario semplice (ci vuole un minuto)
delle cose piacevoli del mese di settembre:
film – solo fiabe (assumere in grandi quantità dopo un avvenimento luttuoso): il castello errante di howl di miyazaki, brothers grimm di terry gilliam, tim burton’s corpse bride. ancora da completare con la fabbrica di cioccolato, poi non so, temo non ci saranno più film del genere fino a natale 2007.
ancora foto dei gatti di b. il gatto venuto male (bersagliato controvoglia dai miei interventi farmaceutici) sembra guarito dalla rinotracheite.
un’ora di yoga e i raveonettes nello stesso giorno. (premesso che i r. sono un po’ «il mio genere», devo dire che l’ho trovato divertente ma anche inquietante, che ormai si possa fare una sintesi che va da phil spector a jesus & mary chain senza apparente sforzo. superficiale? forse. ma «superficiale» è negativo? comunque, divertente.)
charles dantzig
(scrittore a me ignoto fino a ieri) ha scritto un dictionnaire égoïste de la langue française. apprezzato dall’express, stroncato da libération (att., link con scadenza settimanale).
il giardino in salotto
wish list
vladimir favorskij
l’ho incontrato in alla ricerca della lepre. architettura di un libro illustrato, biblioteca del vascello, roma 1993. purtroppo la stampa è un po’ scura, ma al centro c’è una riproduzione delle 32 pagine originali del librino russo – 1932 – dei racconti di animali di tolstoj (tratti da azbuka, l’abbecedario del 1872) da lui impaginati e illustrati, poi la traduzione dei racconti e un paio di scritti di e su favorskij.
(ah, per 30 dollari ci si può comprare un font ispirato al suo lavoro).
(sempre da grazie sì, grazie no)
grazie sì, grazie no,
galateo dell’editoriale domus, primissimi anni 60, ha copertina (di cui questa è una rielaborazione) e tavole di rené gruau (qui «renato gruau». ne deduco che fossero sue anche questa immagine e questa).
aggiungiamone uno.






