non bastava la crisi di governo

Ciminiera
oggi milano è così e si gira a piedi.  il tutto può ricordare in maniera non proprio esaltante certi autunni degli anni settanta; con la differenza che adesso mi posso divagare improvvisando una galleria fotografica di fazzoletti rétro.

il perverso progetto nasce sulle bancarelle dei mercati milanesi, dove l’amica lettrice deekay scova preziosi reperti di cui mi spedisce adeguata documentazione fotografica.  poi alla bancarella ci torniamo insieme, avendo nel frattempo scoperto di essere praticamente vicine di casa, e io immortalo il nuovo bottino (le mie foto sono i particolari con i fazzoletti spiegazzati).

Ulisse_e_il_fazzolettoquindi recupero da un cassetto un altro lotto analogo acquistato a un altro mercato diversi anni fa: sono quelli a fondo scuro, i miei preferiti. per la verità non so se siano proprio vecchi come quelli a fondo chiaro, arrivati dritti dal campionario di una fabbrica in chiusura, ma le fantasie sono bellissime.
forse i fazzoletti mi piacciono perché non li uso più  – con un naso soggetto ad allergie, forse comprometterei di più l’ecosistema con le lavatrici di quanto già faccio con i fazzoletti di carta – ma siccome alcuni sono piuttosto grandi, d’estate a volte me li metto in testa (niente foto).

cosa sarà?

Eris_giftmi è giunto questo regalo giapponese per interposta persona.  è «un profumo che fa anche bene», sa di un’erba penetrante che non riesco a riconoscere a naso e incuriosisce la gatta.  ebbene sì, anch’io adesso ho il mio ciondolo da cellulare. puzza un po’.

mentre langue

il progetto, emerso da un post di spider il cui link ho dovuto ricercare nella notte dei tempi, di visualizzare i miei percorsi di quindici anni passati (trascorsi, trapassati, morti, defunti) in questa città – come «livello» di una cartina oppure come diagramma astratto; vedo un po’ i percorsi come sentieri scavati, quale più quale meno profondo; ci sono problemi di rappresentazione e di tecnica – nel mentre, dicevo, raccolgo un po’ di materiali a tema.

blogging about maps: moon river

abstract di un seminario in programma in questi giorni presso il dipartimento di geografia dell’università di cambridge psychogeography in theory and practice (dr drew mulholland, glasgow caledonian university):

memory sleeps in the blood. Simply by wandering the streets a
range of emotional responses to the landscape can be triggered with the
sedimentary nature of our towns and cities permitting us on occasion to
glimpse the past through a series of clues. These can include old
shopfronts, street signs, anthropomorphic statues in fact anything that
can act as a conduit to the past. They are the signs and signifiers of
a historical continuum. Wandering gives you a very real sense of
separation, otherness even and with that you become invisible,
observing rather than participating. Could the mapping of memory be in
part facilitated by the personal mapping. Of the external? Based as it would be on experience. Personal cartography connecting the interior and exterior worlds. The past is another country?…..Here’s the map.

progetto di una london pedestrial routemap.

la cartografia come tema di un numero della rivista di poesia switched-on gutenberg

artisti che si occupano di mappe:
maggie mccormick
jeremy wood

ieri volevo uscire

e andare alla mostra consigliata da susner, ma quando sono tornata a casa dal parrucchiere erano cominciate le partite del sei nazioni su la7. 
rugby il sabato pomeriggio: una specie di emblema del fine settimana confortevole (a vederlo in tv, ovvio – la principessa anna, a zero gradi in tribuna nel maltempo di edimburgo, aveva l’aria infreddolita sotto il cappello di pelo e la sciarpa tartan).