(se ne parlava qui)
ahimè, io ho trovato solo nel regno di ariele: drammi di shakespeare narrati da alberto bocchino (serie VI n. 9, 1933).


(se ne parlava qui)
ahimè, io ho trovato solo nel regno di ariele: drammi di shakespeare narrati da alberto bocchino (serie VI n. 9, 1933).


visto sabato scorso, è stato l’ultimo spettacolo del crt al teatro dell’arte (nel palazzo dell’arte di milano).
ne avevo sentito parlare ma non ho trovato informazioni esaurienti su questo cambiamento di sede (troppo spesso paludosi e poco utili i siti italiani, specie quelli istituzionali), tranne quelle derivate una conferenza stampa del 2008 sul ritorno della gestione del teatro alla triennale, per fine locazione, e su una futura nuova sala per il crt in piazza abbiategrasso, ovvero vicino al loro storico salone di via dini (v. trafiletto di repubblica).
come lo spettacolo, il sito di emma dante è pieno di bambole assai inquietanti, andate a vedere.

la casa che bisbiglia e ronza di klaus puth, unicopli 1997.
per il mio dizionario a colori italiano-inglese inglese italiano, la scuola 1982 (III ed. 1995), versione italiana di un libro francese del 1969.



con un benvenuto a chi arrivasse da le figure dei libri, e tanto per ribadire che qui i post sull’illustrazione sono quasi sempre conseguenza della passione per i libri vecchi… (per esempio quelli del cesto «3 euro» al negozio di giocattoli).
certamente sono stata affascinata dalla foresta e dalle montagne sospese (particolare vulnerabilità dovuta al atto che soffro un po' di vertigini), ma mi è sembrato tutto troppo derivativo da principessa mononoke di miyazaki. prendere principessa mononoke e aggiungere elicotteri e marines non è mica una buona idea.
molto efficace invece la spiegazione del collegamento fra tutti gli esseri viventi, figurato qui sotto forma di una specie di sistema nervoso che giustifica anche il «potere dei capelli» ripreso dalla tradizione dei nativi americani.

ho la netta impressione che questo sia ispirato a una foto di nick cave, ma non riesco a trovare una pezza d’appoggio in google images…
macché, ovviamente è basquiat – grazie pop life (un nome una garanzia, scusa la battuta facile)

ma il lavoro di mcqueen era speciale: una continua riflessione sul corpo – le sue armature, le sue protesi – attraverso la storia del costume; la tecnica della più alta sartoria usata per materializzare un immaginario molto elevato, di una bellezza inquieta e aliena.


il vertice forse è nelle immagini della sua collaborazione con il fotografo nick knight (fan di bjork: vedere anche la performance a fashion rocks 2003).

dei concerti della settimana scorsa, ovviamente ho perso quelli divertenti e sono andata a sentire sol invictus sabato.
del resto mi toccava; visti più volte douglas p e david tibet, tony wakeford prima o poi doveva arrivare.
come al solito non ho scritto la setlist, ma somigliava abbastanza a quella di lipsia.
quanto alla riuscita, per immaginarsela si può vedere un po' del concerto di itri dell'altr'anno: per esempio abattoirs of love o sawney bean.
il nostro panzone si è esibito seduto, lasciando buona parte della scena al più vispo andrew king, particolarmente apprezzabile in una gran versione di black easter (lui fa we take death out of the village, we bring summer into the village).
al basso e ogni tanto ai tamburi c'era questa caroline jago, mentre la signora al violino e flauto era un po' l'anello debole (volendo fare del folk, per quanto apocalittico, bisognerebbe essere vagamente più ferrati).
il tunnel ha ripreso a fare concerti, e rispetto agli anni che furono hanno trovato il modo di far funzionare il riscaldamento (sempre pessimo essere cacciati appena dopo il concerto, come se stesse per scatenarsi chissà quale forsennato clubbing).
certo la ship of fools londinese sarebbe meglio (vedo che l'anno scorso c'è andata pure la vera rose!)
vedendo sky: irma la dolce è vietato ai minori di 18 anni – dal dvd non me n’ero accorta
già il film fa ribaltare dal ridere ma questa poi…

