la pianta nuova per l’ufficio

potrebbe forse essere una haworthia multifolia, boh.

l’acquisto segue un evento increscioso: la vigilia di natale avevo spostato sul pianerottolo delle scale il potos nel vaso blu e la ciotola di cactus (insieme al filiforme bambù del collega) per non lasciarli dieci giorni al buio.  il quattro gennaio le mie piante erano sparite (il triste bambù era ancora lì). 
ancora non riesco a credere che qualcuno del quarto piano, andato in ufficio durante le feste e decisosi a scendere le scale a piedi, se le sia portate via, eppure sembra non ci sia altra spiegazione. ma come faccio a crederci?
si sarà portato un sacchetto apposta? sarà stato qualcuno che usa i posti macchina? o devo introdurmi al quarto piano con un paio di baffi finti per vedere se le piante sono lì?

preferivo prima

il nuovo* orientamento «promozionale» della mela mi urta un po’, devo dire.

e in più, per aprire il portatile, continuo a prenderlo dal lato sbagliato; sarà la vecchia abitudine ma lo trovo meno intuitivo (la decalcomania l’ho messa anche per ovviare a questo inconveniente).

* si fa per dire (è così dagli ibook del 2000, credo)

concerti

dopo un periodo un po' blasé, mi mette allegria l'idea che a milano la settimana prossima ci siano lunedì i dropkick murphys, giovedì i buzzcocks e sabato sol invictus (be', per quest'ultimo il termine allegria è inappropriato, ma ci siam capiti). a questo punto, vedremo dove mi porteranno gli stivali.

impulsi non proprio avanguardistici, lo so, ma che volete, gennaio è lungo e buio e lo stereo di casa presidiato dai dischi jazz del consorte. (comunque ultimamente canticchio ganesh sound di david s. ware, quindi forse l'esposizione ambientale è utile.)