john berger sulla scrittura

«quando scrivo non lo faccio dietro una qualche decisione, ma come subendo un obbligo. … mi rendo conto che sia quando provo a disegnare, sia a scrivere una poesia o un film, c’è sempre al fondo un desiderio di riparare qualcosa che rischierebbe di andare, altrimenti, perduto. … se cerco di capire da dove viene l’energia che mi muove, mi sembra che a motivarmi sia sempre una istanza di ricostruzione: come se avessi davanti un vaso rotto e provassi a rincollarlo. certo non lo riporterò alla condizione originaria, ma almeno sarà aggiustato.»
(dall’intervista di f. borrelli, alias, 23.05.04)

ieri sera

vedo per la prima volta una puntata intera del telefilm fox keen eddie, e cosa scopro: musica di daniel ash!
(ma non capisco perché le vecchie glorie della new wave inglese hanno prevalentemente siti internet americani.)
non ho potuto condividere il divertimento con nessuno, perché alla fine dei titoli di testa px si stava già addormentando sul divano. e anche i gatti (forse gli sta antipatico il cane di keen eddie).

considero positivo

un fine settimana in cui si annoverano una mostra bella, uno spettacolo teatrale brutto, prendere freddo in una birreria all’aperto e un potente acquazzone di ritorno dalla stessa, ma anche l’installazione della cassetta di erbe aromatiche in balcone (qui ci vuole una prece perché attecchiscano) e soprattutto la scoperta del white lady.

un ringraziamento ai tre diversi gruppi di amici che hanno collaborato alla riuscita del weekend.

a questo punto considero possibile l’acquisto di un piccolo shaker.