Un sonetto di Edna St. Vincent Millay

Fino a che dura questa sigaretta,
attimo breve alla fine di tutto,
mentre la cenere muta cade a terra
e alla luce del fuoco fatta lancia,

fondendosi alla musica ribelle,
l’ombra spezzata danza sopra il muro,
lascerò rievocare alla memoria
la visione di te, seguita dai miei sogni.

E poi adieu, – saluti! – il sogno è spento.
Della tua faccia so dimenticare
colore e tratti, l’uno dopo l’altro,

non le parole, i sorrisi non ancora;
ma nel tuo giorno questo attimo è il sole
su una collina, dopo il suo tramonto.

Testo originale

Sonetto lo era prima che ci mettessi le mani io; «all’italiana» come schema, se non ovviamente come metro. Ma in traduzione la rima dà troppe costrizioni rispetto al senso del testo (anche se la prima strofa mi era riuscita), e alla fine pure la ricerca di un metro unico; non so se valga la pena. Benché al senso dell’originale si possa fare un po’ la tara di cosa fosse stato evocato dal metro e dalla rima, senza voler tenere ossessivamente ogni dettaglio…