dove crescono le erbe che sono finite dentro questi vasetti. ora questi vasetti sono finiti dentro la mia dispensa. dopotutto, per l’inverno posso considerarmi pronta.
Autore: alba
inverno
come per lo scorso cambio di stagione, il giardiniere-fotografo ha mandato come viatico un’immagine – delle sue: sobria, stilizzata – commentandola tra l’altro con le parole della canzone di bruno martino che, come si sa, si intitola estate ma parla bene dell’inverno (mi piace da pazzi, sempre piaciuta).
dal canto mio ho dovuto osservare che saranno sì caduti mille petali di rose, ma la neve non copre un bel niente. pazienza. da piccola scrivevo delle poesie sulla neve e con una vinsi anche un premio, non so i bambini di adesso come facciano. forse non scrivono poesie, e forse è anche meglio così.
però un’appropriata atmosfera invernale probabilmente mi manca un po’, perché sabato, dopo aver scoperto che l’ufficio del catasto non apre più il sabato mattina, ho avuto una scusa per fare un giro alla libreria lì vicino, e mi è venuto da impadronirmi del librino dei peanuts snoopy features as the winter wonder dog dove ci sono molte strisce che ricordavo dal vecchio albo rizzoli fiocca, la neve fiocca (per intenderci, quelle del pattinaggio su ghiaccio e quelle in cui snoopy giace coperto di neve sul tetto della cuccia). temo molto il mese di gennaio: con oggi finiscono tutte le vacanze.
premi
quando meno me l’aspettavo, ho vinto un premio! assegnato a insindacabile giudizio di katherine, con una motivazione deliziosa di cui vado particolarmente fiera.
e mi piacciono anche i feministe anti-awards.
oh sorpresa
le recenti ristampe bloomsbury dei librini di edward gorey si trovano comodamente – si fa per dire – alla feltrinelli international. i titoli sembrano essere questi (ovviamente anche su amazon uk).
domenica scorsa è stata meglio di questa
photo friday: silhouette

come giorno della befana
oggi era un po’ caldo, secondo me. però ho ricevuto un piccolo bracciale di ambra del baltico.
la prima mappa di steinberg
che ho visto era riprodotta su una cartolina. non era la famosa copertina del new yorker del 76, bensì una vista analoga in cui si scorgeva new york partendo dal centro di parigi, se non ricordo male (forse la cartolina veniva proprio da lì e, adesso che ci penso, probabilmente non era di saul steinberg ma un’imitazione).
«Mettendoci nella scomoda situazione dell’emigrante, siamo di nuovo come dei bambini» aveva scritto. un esilio, l’infanzia stessa, ma un esilio miracoloso, pieno di visioni e incantesimi. le sue famose «carte geografiche», che partivano da Manhattan, addirittura dalla sua scrivania, non omettevano il cerchio magico Palas, un tempo nelle vicinanze. «sono tra i pochi che continuano e perfezionano il disegno dell’infanzia» confessava.
(…) Aveva tutti i motivi per accompagnarmi a Bucarest e tutti i motivi per evitare il ritorno.
(…) avremmo potuto bighellonare nei luoghi dove c’era, un tempo, il Paradiso Palas della sua infanzia. Aveva però deciso, alla fine, di partire per Milano, la città della sua giovinezza, sostituto più «safe» e con meno sorprese del passato. Invece dell’augurio di buon viaggio, mi aveva mandato la copia di una pagina di un libro su Bucarest, con una pianta in cui aveva cerchiato la zona incantata. «April 12, 1997. Dear Norman, questo è il mio cerchio magico: strada Palas off Antim – Strada Justitiei che interseca Calea Rahovei. Non è più rimasto nulla? Dai un’occhiata se hai tempo.»
Senza gli obblighi dell’ospite e della guida, ho tempo a iosa, il cerchio magico sarebbe nelle vicinanze, ma nnon ho la forza di contemplare il nulla. I bulldozer della dittatura avevano distrutto il Paradiso Palas, traslato definitivamente a New York, nella memoria del vecchio artista di East Side Manhattan.(norman manea, il ritorno dell’huligano. una vita, trad. di marco cugno, il saggiatore 2004)
more steinberg maps.
drawings and prints at the adam baumgold gallery.
an interview with anton van dalen, steinberg’s assistant.
the new yorker‘s newyorkistan map.
cion cion blu
la zia lo teneva in un certo armadio, forse per leggerlo o prestarlo volta a volta ai diversi nipoti. fatto sta che, pur avendolo letto moltissime volte, non ne ho una copia mia e quindi non posso scannerare neanche una delle bellissime illustrazioni di ceramiche blu e arance arancioni di iris de paoli (qui si vede bene la copertina).
l’autore del testo, pinin carpi, è morto il primo dell’anno a milano.
john depol, incisore
è morto il 15 dicembre 2004.
una biografia
selected works and links
le sue immagini di new york
pattern papers
altre 3 immagini
local obituary






