è stata un pipistrello.
Autore: alba
forse non l’ho mai detto
ma ho una predilezione per la canzone it’s my life di bon jovi. ci sarà un motivo.
deciso,
il 23 settembre si va a sentire sylvian al conservatorio di milano (interrompo così il boicottaggio dei concerti assurdamente cari).
confermata la presenza del fratello bello.
un binario delle letture estive
è stato marcatamente torinese (poi a posteriori è inevitabile notare un parallelismo anche nell’elemento suicidio/barra/tromba delle scale, ma giuro che non ci avevo pensato).
fatto sta che avevo in serbo per le vacanze a che punto è la notte di fruttero e lucentini (meraviglia), ma prima ho letto il librino di belpoliti (ormai sono una fan) la prova, sul viaggio nei luoghi della tregua di primo levi propedeutico al film di davide ferrario. film – la strada di levi – non ancora visto; libro acuto, lineare, personale, un vero taccuino di viaggio completo di cartina e disegni (e pure di refusi e grafie disuniformi, un pochino troppi, non riesco a trattenermi da questa nota pedante).
microitinerario di fine agosto
– ascoltare la straziante lettura di spagna allontana da me questo calice (XV) di césar vallejo su radio3 (puntata del 21/8)
– leggere monsieur pain di roberto bolaño.
poi per strada uno trova anche le concordanze di lorca online, sarebbe bello essere in grado di farne un uso qualsiasi 😉
grande ritorno della bancarella di libri del mercato
non mi fermo quasi mai a scartabellare lì, ma è divertente. (p. ha preso 1 libro da leggere, io 4 per la copertina.)

da sinistra: copertina di fulvio bianconi, 1974; disegno di guido crepax, 1966

da sinistra: copertina di ferenc pinter, 1970 (ed. su licenza bompiani, trad. di bruno oddera); copertina di ferruccio bocca, 1976
e inoltre, nientemeno che:
il risvolto della sovraccoperta (accreditata a megi pepeu, 1967) dice che il film è tratto dal libro, mentre con ogni probabilità è vero il contrario, visto che il soggetto di wilder era la commedia di broadway sabrina fair (autore samuel taylor).
e per prolungare l’ultima giornata di ferie
lo stratagemma attuale è guardare il lunghissimo crepuscolo irlandese nelle riprese del test match di rugby irlanda-italia giocato a belfast (ravenhill, si chiama lo stadio, che meraviglia).
non volendo permettere alla natura di prendere il sopravvento
quando si sbuca dalla strada sepolta negli assurdi calanchi rossi di piana, corsica – peraltro cari a dalì – si può passare in cerca di tracce del turismo d’inizio 900 all’hotel les roches rouges, che fra l’altro tiene le cartoline clouet di numerosi manifesti d’epoca dedicati alla corsica, allora meta esotica e debitamente colonizzata dai francesi metropolitani. (ora colonizzata da tutti, eppure resiste, resiste piuttosto selvatica anche alle orde estive, a parte le spiagge più grandi cui tocca inevitabilmente soccombere.)
in rete se uno cerca roger broders, per esempio, non salta fuori granché; però ecco una mostra virtuale sull’età dell’oro dei poster di viaggio.
l’abecedario di paul morley
ovvero il fittissimo libretto della compilation north by northwest, sul postpunk di manchester e liverpool, è l’unica cosa che sono riuscita a leggere in tutta la settimana (un bel calvario lavorativo come le due precedenti), dopo aver riascoltato i dischi domenica. il cofanetto l’avevo preso un anno fa, ma è tornato alla ribalta dopo l’edizione italiana del libro di simon reynolds e la visione di control – ora resterebbe da vedere 24 hours party people, benché sia di winterbottom, e da leggere il libro di paul morley.
link saltati fuori nel frattempo:
rocklist.net
rock’s backpages (già noto, ma ecco per la prima volta il pernicioso pensiero: perché non abbonarsi?)
e, non essendosi eventualmente ancora stufati delle liste nonché della grafomania e loquacità di morley:
a literary top ten
the best cover for your ipod
morley on ian curtis (anche audio)
(bonus: 11 paragraphs about morley’s book)
[ps da domenica per un paio di settimane, commenti chiusi moderati, causa spamwave]
il passerotto morto ammazzato
è la prima volta che i gattini ce lo fanno trovare, in cinque anni vissuti al terzo piano. raccapricciante la scena del crimine (comprese macchie di sangue sulle tende e nella vasca da bagno).