daniel day-lewis

con there will be blood arriva al terzo capitolo della sua epica americana, dopo l’ultimo dei moicani e gangs of new york.  a questo punto i film in costume  – contiamo anche camera con vista, l’età dell’innocenza, the crucible che non ho visto – prevalgono tanto nettamente nella sua filmografia rispetto all’asse jim sheridan e alle varie ed eventuali* da relegare a un oscuro passato l’esordio come protagonista in my beautiful laundrette.
furibondo, dolorante, storpio più nell’anima che nel corpo, daniel-daniel estrae l’oro nero dalle viscere della california più fangosa e polverosa che si sia mai vista, gettando con vigore luciferino le basi della nostra ormai stanca modernità a scoppio.
un film desolato e pieno di musica, sempre addosso ai personaggi, una specie di dead man realistico.
(ah, i tempi spensierati di fergus o’connell dentista in patagonia)

* ma the ballad of jack and rose è uscito in italia? pare ci sia anche lì l’inquietante paul dano.

sweeney todd

e l’annosa questione della vendetta: i film in cui il protagonista per tutto il tempo persegue una sanguinosa vendetta hanno di solito gli ingredienti per piacermi, eppure difficilmente mi piacciono fino in fondo, perché ho un problema a identificarmi col meccanismo.  non sono vendicativa, forse mi manca un ingranaggio essenziale.  o forse mi trasformerò in lady vendetta solo se adeguatamente provocata?
comunque, sia del corvo – per dire – sia di sweeney todd apprezzo la gotica cupezza e pure mi ci crogiolo, però sono fumettoni dove i personaggi risultano proprio un po’ troppo monolitici, alla fine. (park chan-wok è lì anche lui in buona compagnia, però va ben oltre il fumettone.)
lamentela di p: ma quand’è che tim burton smette di fare i cartoni animati e torna a fare i film?
(posso anche essere d’accordo, però prima lasciamogli fare alice!)

un’altra non-collezione

vintage handbags
(mi ostino a usare i brutti photo album di typepad per le foto veramente troppo brutte per finire su flickr – però mi sa che non li utilizza più nessuno, non li aggiornano minimamente.)

e comunque, nonostante la  pervicacia con cui perseguo tali perverse evasioni rétro, non ho perso il contatto con la realtà al punto da non notare che oggi fa un caldo soprannaturale.

continua la provvista di amuleti

Bakelite_broochme lo sentivo, che per il 2008 ce n’era un bisogno inesauribile.
si fanno arrivare improbabili pacchetti da  st. petersburg florida, lincoln nebraska, kingston upon thames – altrettanti premi per aver impegnato qualche minuto e qualche dollaro su internet.
(la spilla/ciondolo di bachelite, invece, l’ho trovata vicino a casa; non è d’epoca ma è bellissima)

il sacro segno dei mostri

di manfredini non sarebbe proprio lo spettacolo da scegliere per svagarsi (rispetto a una situazione familiare decisamente pesa), vero?  eppure ha quel suo modo di strapparti un sorriso nella devastazione, non si sa mai se censurare il riso per rispetto del personaggio o indulgervi sperando in una catarsi.
avevamo degli assurdi posti d'angolo in prima fila (il 5, sera della prima a milano), che si sono rivelati peraltro vicini in modo quasi imbarazzante all'angolo in cui dm interpreta la signora senza gamba – e sulla trama non dico altro.

quote, più o meno:
«oggi sono felice. erano quattordici anni che non mi sentivo così felice. sarà un falso allarme.»