libri arrivati a natale

la scoperta di shaun tan, meraviglia delle meraviglie.

ora mi sto facendo strada, prima di dormire, tra i racconti della raccolta natalizia einaudi, tutti classici fuori diritti (a parte agatha christie), così quest’anno alterniamo un po’ di gotico vittoriano ai soliti böll e capote.
non ci sarebe stato male anche l’ombra di edith nesbit – contenuto in al buio, sellerio 1992.

(due volumi in realtà me li sono regalati da sola mentre facevo il giro in libreria il giorno della vigilia – quali sono?)

la nebbia a milano

è ormai più rara della neve. un regalo, quindi, questa vigilia di natale ovattata che stamattina sfumava i contorni del cantiere impregilo di via melchiorre gioia, appannando le vetrate appena montate ai primi piani delle strutture a esse dell’«altra sede» della regione, le cui impalcature salivano nel nulla come fiabesche strutture di una città fantasma (chiedo venia, ho finito ieri sera di leggere neverwhere di neil gaiman). nella nebbia sfumavano pure le cime del pirellone e del grattacielo di via galvani vuoto da anni per i lavori di bonifica dell’amianto. insieme alla scossa di terremoto di ieri pomeriggio, una benvenuta destabilizzazione simbolica del centro direzionale.

cathedral of type

da brava miscredente non scrivo più lettere a gesù bambino, altrimenti potrebbe portarmi il poster di cameron moll.

infatti sarebbe perfetto per il cosiddetto «piccolo ufficio» che non ho. Il piccolo ufficio è una stanza autonoma a pianterreno del nostro palazzo, che non si capisce se sia occupata o no. a tempo perso metto da parte libri e poster per arredarla, con l’idea di tornare prima o poi a lavorare per conto mio.

oppure potremmo cambiare casa e trovare un appartamento con una stanza in più da usare come studio, ma il piccolo ufficio secondo me sarebbe molto meglio.