grande folla a milano

per l'evento imprescindibile del 25 aprile:

il salone del mobile.

i negozi tutti aperti, il corteo che passa da corso europa invece che da corso vittorio emanuele… ma che festa nazionale è? arrivare in centro con la testa del corteo è stato straniante: ti sentivi in minoranza rispetto a chi faceva shopping.

nonono, stavolta mi è sembrato più utile l'appuntamento con l'anpi di zona, nella fattispecie la sezione della barona.  (vabbe', i partigiani erano una scusa: in piazza miani io e r. abbiamo metaforicamente issato lo striscione del fan club di alessandro robecchi.)

moderatamente

continuo a divagarmi leggendo i blog di moda inglesi e francesi, ma mi sono anche un po’ stufata.
e quelli italiani dove sono??
oltre ai superbi editoriali di superqueen, mi dilettano solo l’armadio del delitto e rock and fiocc.

ma poi, in rete non trovo nessuna fonte veramente sfiziosa sugli italiani indipendenti: sarti, stilisti, artigiani…
dove sono?

dal mio armadio (più che altro, ormai, si tratta di scatole e recipienti vari) emergono alcune sparse indicazioni…

nati matti: carini gli abiti in jersey tagliato al vivo
– altro jersey e linee fluide da torino: quincy
– a milano si si trovano sempre anche le ben note lavgon
self made sta in via bertini, milano, sito non pervenuto
– ho pure uno sciarpone di sartoria vico

se volessi altra lana la prenderei su etsy da giia.

costretta a evolvermi

diigo si è mangiato furl. il cui nome mi piaceva di più, ma ho accettato questo fatto. pare che anche questo servizio sia intenzionato a conservare una cache delle pagine (per ora non lo fa – mi serve per ricette e articoli che non voglio smarrire né stampare).
già che c’ero ho importato lì anche i link di delicious, compresa quella che chiamo la lista dei glossari, ossia link su linguaggi settoriali vari, possibilmente bilingui ita/eng oppure multilingui, per adesso in allegro disordine privo di tag.

les chats de balthus (torna a casa, mitsou)

trovando questo libro a prezzo abbastanza conveniente su ebay, non ho più pensato alla faccenda del pacco internazionale: il pacco internazionale, a differenza del pacco celere italico, in caso di assenza del destinatario non viene lasciato dall'ignava sda presso l'ufficio postale di zona, bensì riportato nella sperduta landa di cinisello, nel magazzino presso la tangenziale e la superstrada. l'anno scorso mi ci accompagnò pi a ritirare una certa borsetta francese di colore rosa, vabbé. questa volta ho espiato la dimenticanza affrontando il viaggio tanto temuto con i mezzi: soluzione radicalchic, ovvero la nuova metrotranvia dietro casa (che i manifesti leghisti di cinisello proclamano inutile, reclamando il ripristino dei vecchi autobus) + camminatina di un quarto d'ora. arrivare dalla superstrada sarà più comodo ma non si vede villa ghirlanda, la biblioteca di cinisello dove ha sede un nuovo museo di fotografia, circondata da grazioso parco. comunque, a parte il superamento dei miei tabù riguardanti l'hinterland, il senso dell'escursione si è rivelato essere il seguente: mentre aspettavo l'apertura dell'ufficio dell'ignava sda, altri due passi nel fresco mattino di primavera mi hanno portato sulla soglia della storica arti grafiche amilcare pizzi.  e quando sono venuta in possesso del mio libro, cos'ho scoperto?  che flammarion l'aveva stampato da amilcare pizzi.  anche i gatti a volte tornano a casa.