camera work

altra mostra fotografica (in una milano stranamente invasa dai più vari sport a cielo aperto): dalla collezione alinari tutti i fascicoli della rivista camera work, sottovetro, aperti ognuno a una certa pagina, in modo da avere una panoramica dei fotografi pubblicati.

passando dalla visione delle photogravure al catalogo e allo slideshow che conclude la mostra, viene un po' di tristezza per la routine della riproduzione onnipresente e generalizzata di tutto, a cui ci si abitua lasciando i particolari e la qualità a un destino ignoto.

sul pittorialismo in sé in realtà sono rimasta un po' perplessa: forse emerge più la volontà di dare dignità d'arte alla fotografia imitando l'impressionismo che non un'idea di fotografia moderna e «specifica», che oggi si tende a collocare nella selezione del soggetto, in scelte di luce più originali ecc.

comunque in mostra c'è questa foto di steichen del flatiron building di new york (per appassionati: qui altre foto d'epoca del flatiron).

acido in redazione

il divertimento senile di foxretro mi è guastato dal fatto che lo speaker degli stacchi pronuncia "fox rètro", come la retromarcia… ora, capisco che gli americani adattino gli accenti dei prestiti dal francese per pura incapacità di pronunciarli, ma qui da noi una volta ci si riusciva.  c'è pure sul dizionario italiano: si scrive rétro, si pronuncia retrò.
(comunque fanno attenti a quei due; onore ai doppiatori, in particolare cesare barbetti per roger moore).

poi un'altra volta parliamo del fatto che nella patetica pubblicità progresso sulla lettura, quella che ci ha allietato l'estate, ciò che suppongo essere l'imperativo "passa parola" è scritto "passaparola" (voce del verbo passaparolare?).