video, musica

l’incredulità è la reazione principale all’esistenza di mtv brand:new. lo scrivo qui, così se dovesse sparire da tutti i satelliti, saprei che è esistito un canale di videomusica guardabile, con una rotation che non ti stufa anche se smarrisci il telecomando per un po’, qualche opportuno pezzo vecchiotto e ben riconoscibile, concerti – insomma, l’equivalente di una buona radio. La radio rimane sempre meglio di qualsiasi tv (non solo per la musica), ma ogni tanto è carino anche vedere, che so, i mattoncini del lego dei white stripes o gli occhi vispi dei subsonica. insomma, non solo mtv brand:new è la cosa migliore di sky (i canali di cinema sono peggio di quelli di tele+, e, orrore, c’è la pubblicità – come mai non ci sono rivolte di popolo fra gli abbonati?), ma quasiquasi si torna a vedere i video musicali con il divertimento di quando, vent’anni fa, li proponeva a tarda notte un signore vestito di bianco.

type weblogs

(hai voglia a cercare un titolo in italiano per questo post.)
Mi sono ricordata che il primo blog che ho mai letto – anche con maniacale assiduità, a tratti – era lines and splines di andy crewdson, tutto su grafica editoriale e caratteri da stampa, bellissimo. andando a cercarlo ho scoperto che non c’è più da maggio 2002. ac ha un altro sito, new series, ma non viene aggiornato da tempo. da snog blog deduco che non sono l’unica a sentirne la mancanza.

non-update: What the hell happened to Andy Crewdson?

cappottiglia

acuta definizione di px per la variegata stratificazione di soprabiti et similia con cui invado l’appartamento nella stagione fredda (vedi sotto). quelli a cui sono più affezionata sono quelli recuperati o di seconda mano.

my junk is like a friend

collezione o accumulazione? stuff o junk? bell’articolo del new york times. è di franz lidz che ha scritto un libro sui fratelli collyer, famosi a new york per essere morti, negli anni 40, imprigionati dalla «roba» accumulata in casa negli anni. nell’articolo parla anche di suo zio arthur: è lui che dice «la mia roba è come un amico». come disturbo, l’hoarding (qualcuno sa se c’è una parola italiana?) è collegato al poco spazio delle case di città all’enormità di carta che pervade la nostra vita. ma come subentra l’incapacità di buttare via? secondo lo zio arthur «forse mi è mancato qualcosa nell’infanzia, qualcosa di grosso. il fatto è che la roba trovata non la paghi. è gratis».

visto che:

il quaderno dei film visti è rimasto a pagina due (un lustro fa). il presunto quaderno dei viaggi giace negletto. gli appunti sulle cose lette sono annegati nelle agende degli anni scorsi. le note sui dischi da comprare svolazzano su foglietti introvabili… tecnologia inadeguata?
evidentemente. e guarda caso, ci si imbatte in movable type. In fondo i caratteri mobili erano un po’ una contraddizione per la stampa: i libri restano.
ma movable type è perfetto per i caratteri (e umori) mobili dei webloggers.