Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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Anche io, come credo tutti i viaggiatori,già molestati da treni pieni, rallentamenti, fretta e lunedì mattini, me lo sono chiesto. Che i refusi ci siano, nella vita, è già quanto meno disturbante, ma forse inevitabile. Che poi vengano elevati a oggetti di..di che poi? Di “comunicazione”? Di pseudo arte? Boh. All’inizio, guardando distrattamente, credevo fossero quei giochetti neurolinguistici che girano in rete, ma poi no, perché sono irrimediabilmente sbagliati. Poi che fosse qualche genere di teaser di campagna pubblicitaria. Ora penso che sia una perversa strategia per abituarci all’inevitabilità dell’errore.
se è da apprezzare il tentativo recente di vivacizzare gli spazi del metrò con qualcosa di creativo, il livello però finora mi pare modesto… certe installazioni a contenuto quasi esclusivamente pubblicitario (vecchi tram, manifesti nivea), oppure i graffiti all’uscita di via pepe (quello però è spazio delle ferrovie): bello avere le pareti colorate, ed encomiabile il volontariato, ma senza un progetto artistico escono delle cosucce un po’ ingenue.