Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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Sai che ce l’ho in libreria da anni e non l’ho mai letto veramente?
il testo è buffo, ma è un po’ un pretesto per le figure… ci sono delle creature notevoli.
“…and it was dawn before I reached the land and stepped off the table onto a beach of red sand with turtle dogs littered all over it (asleep), one of whom is now sleeping beside me – Jackson, in fact.”
Dunque il povero Jackson altro non è che un “turtle dog”. Uno dei rari esempi in cui la traduzione è più suggestiva dell’originale.
“Letters from a Lost Uncle”, per me, è una sorta di equivalente in prosa dei nonsense poems di Peake: semplicemente il prodotto di una immaginazione incontenibile.
Mi ha fatta sorridere un passaggio di “Under a canvas sky” – il libro di memorie di Clare Peake (la terzogenita)- in cui si racconta di un inverno londinese particolarmente gelido, ravvivato da un igloo che Peake costruì in giardino per la gioia dei figli. Sono sicura che Peake in quell’occasione si divertì un mondo a giocare, fra sé e sé, allo Zio Perduto.
che bello, grazie (ora dovrò cercare anche i nonsense, ha! certo lo Zio è nella grande tradizione dello Snark)
Hai ragione Rose, grazie, non avevo pensato allo Snark.