Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
Nato come
To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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© alba bariffi (a valere dalla data del post)
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Appena ho un attimo di tempo, voglio sperimentare questi biscottini!
E’ vero, il salame è l’ostacolo invincibile sulla via veggie.
E il risotto padano può sederci tutti alla stessa tavola, come dimostra questa ricetta, scritta da un grande senza omettere niente di locale.
Rose, mi stai diventando un maitre a penser le diner.
Uhm.
in realtà ho una vena «foodie» abbastanza pronunciata, è che nei blog, si sa, già se ne parla fin troppo… o forse non ho voglia di aggiungere una nuova categoria. ma potrei anche farlo (minaccia 🙂
Solo per dirti che mi rendo conto di avere sbagliato l’ortografia: “uhm” ne viene fuori come un’espressione di dubbio, invece che come suono di ghiottoneria, secondo l’intenzione originale…
Avrei dovuto scriverlo: aham?
Mah…
ah, allora è da prendere come un complimento… 🙂
potremmo stabilire convenzionalmente:
aaam! = quella cosa che si dice per imboccare i bambini
mmm! = verso di golosità.
Così va meglio, infatti era un complimento, aaam!