pinochi II

altri reperti dell’opera di pinochi, meno folgoranti ma pur sempre interessanti.

da piccoli racconti di autori vari, narrati da milly dandolo, la scala d’oro, serie II per i ragazzi di anni 7, vol. 2, utet 1932:
tavole di ambiente naturale e/o esotico graziosamente stilizzate (notare l’influenza orientale dov’è il caso), a me piacciono in particolare gli alberi del bosco.

  Pinochi-AfricaPinochi-ondaPinochi-elefantiPinochi-cervi

 

piccole illustrazioni bicolori nel testo, soprattutto di animali.

Pinochi-ragni

Pinochi-gatto

Pinochi-capra

da i tre moschettieri, romanzo di alessandro dumas narrato da riccardo balsamo crivelli, scala d’oro serie VI n. 6, utet 1933, efficaci tavole in bianco e nero e noiose (per me) tavole a colori:

Pinochi-moschettieri1 Pinochi-moschettieri2

in il teatro di bengodi, dialoghi e commediole per le recitazione dei fanciulli di a. cuman pertile, mondadori, s.d., pare 1926 (qui anche copertina di angoletta e illustrazioni di rivolo, su cui ritornerò): sono sue le uniche tavole a colori, che scandiscono le stagioni propizie alle recite (qui autunno e capodanno).

Pinochi-autunno Pinochi-capodanno


povera alice!

Burton's red queen

uh, ma quante recensioni negative ha avuto l'alice in wonderland di tim burton. così tanta gente si aspettava un approfondimento terorico di lewis carroll?  non siamo mica negli anni 70…  e tutta questa critica contenutistica: «bellissimo da vedere ma superficiale», «visivamente splendido ma freddo», «rutilante ma conservatore» (parafraso da rotten tomatoes).
io non sapevo che aspettarmi, e mi è piaciuto.
va be', la disney ci ha messo i nomi italiani del suo vecchio film e infilato a forza qualche cucciolo, ma in compenso le creature sono meravigliose, la più inquietante illustrazione di tenniel prende vita, johnny depp è di nuovo un alieno di immensa malinconia, il 3d finalmente funziona (vera profondità e bell'effetto rilievo, non solo qualche interpellazione ogni tanto). 
forse per la confusione delle dimensioni variabili di alice, spesso i personaggi risultano piccoli rispetto allo scenario, un mondo che per questo sembra ancora più vero.  ecco, quel mondo mi è stato sufficiente in sé, non l'ho trovato una scatola vuota come dicono molti.
e il tornare da grandi nel paese delle meraviglie sarà anche funzionale all'edificante impostazione disney (e toglie lo sceneggiatore dall'imbarazzo di mettere una bambina in situazioni bizzarre), però… che questo film ce lo conceda non è poco.  certo che è un film per grandi. un bimbo piccolo con chi si identifica, con il topo? un film per adulti spettatori abituali di film d'azione, ma che forse non sanno ancora bene chi sono.  capita.
meno originale e bello dei suoi film più belli, eppure non rigido e spietato come sweeney todd, non buonista come big fish, comunque meno action movie di sleepy hollow, forse questo è il vero classico di tim burton.
in ogni caso ho voglia di rivederlo.

vi dirò poi che il ciciarampa viene dalla traduzione di milli graffi per garzanti, che rizzoli ha ristampato la da tempo introvabile edizione commentata da martin gardner e tradotta da masolino d'amico per longanesi, e che ho rinfrescato per l'occasione questi link (si era pure parlato brevemente di alice al cinema: qua – e prima o poi mi piacerebbe vedere la versione bbc del 66).

(and then, on to dark shadows)

grazie a dio per i circoli arci

ovvero: aggirarsi per il territorio nell'imminenza delle elezioni regionali.

venerdì alla casa 139: shearwater + david thomas broughton
al secondo posso solo rimproverare di cantare troppo come antony, ai primi di echeggiare suoni di sylvian (ma visto che sylvian non fa più canzoni, potrei anche evitare di lamentarmi) e che il susseguirsi di brani tutti con lo stesso crescendo stufa un po' .
una serata interessante, ma ma non mi addentro in dettagli perché ogni possibile reazione misticheggiante (per la quale in fondo sarei anche portata) mi è stata stroncata dall'icastica frase di p.: «tira un'aria fra gli anni 70 e cielle». una vera cattiveria, no?

sabato alla scighera: paolo botti in albert ayler memorial barbecue. questo fatto che paolo botti il jazz lo suona con viola, banjo e dobro mi rende appetibili anche faccende alquanto ostiche.
qualche settimana fa lo vedemmo, con altra formazione repertorio e con ospite betty gilmore, nella chiesetta del parco trotter; ulteriore occasione l'8 aprile, anche per andare a esplorare un posto qua sotto casa: la fonderia napoleonica.

(ps spero non sfugga la leggera ironia del titolo)

le pulle di emma dante,

Le Pulle foto Giuseppe Di Stefano

visto sabato scorso, è stato l'ultimo spettacolo del crt al teatro dell'arte (nel palazzo dell'arte di milano).

ne avevo sentito parlare ma non ho trovato informazioni esaurienti su questo cambiamento di sede (troppo spesso paludosi e poco utili i siti italiani, specie quelli istituzionali), tranne quelle derivate una conferenza stampa del 2008 sul ritorno della gestione del teatro alla triennale, per fine locazione, e su una futura nuova sala per il crt in piazza abbiategrasso, ovvero vicino al loro storico salone di via dini (v. trafiletto di repubblica).

come lo spettacolo, il sito di emma dante è pieno di bambole assai inquietanti, andate a vedere.

 

illustrazioni dell’altrimenti ignoto(a) s.-e. bagge

per il mio dizionario a colori italiano-inglese inglese italiano, la scuola 1982 (III ed. 1995), versione italiana di un libro francese del 1969.

Bagge-ABagge-Gather

Bagge-train

con un benvenuto a chi arrivasse da le figure dei libri, e tanto per ribadire che qui i post sull'illustrazione sono quasi sempre conseguenza della passione per i libri vecchi… (per esempio quelli del cesto «3 euro» al negozio di giocattoli).

quanto ad avatar

certamente sono stata affascinata dalla foresta e dalle montagne sospese (particolare vulnerabilità dovuta al atto che soffro un po' di vertigini), ma mi è sembrato tutto troppo derivativo da principessa mononoke di miyazaki.  prendere principessa mononoke e aggiungere elicotteri e marines non è mica una buona idea.
molto efficace invece la spiegazione del collegamento fra tutti gli esseri viventi, figurato qui sotto forma di una specie di sistema nervoso che giustifica anche il «potere dei capelli» ripreso dalla tradizione dei nativi americani.