sogno o son desto

«nei sogni non cerchiamo risposte che il conscio (la mente razionale) è in grado di fornire, cerchiamo risposte alle domande cui il conscio non sa far fronte. e questo è vero anche per il dramma; se la domanda che viene posta è una di quelle cui è possibile rispondere razionalmente, ad esempio come si fa a riparare una macchina, o se i bianchi debbono essere gentili coi neri, o se gli handicappati hanno diritto a essere rispettati, ci gustiamo il dramma in modo incompleto; ci siamo svagati, ma non ci sentiamo appagati. solo se la domanda posta è una di quelle la cui complessità e profondità profondità non predispone a un esame razionale, la scrittura drammatica ci sembra appropriata e le soluzioni drammaturgiche diventano illuminanti.»
david mamet, note in margine a una tovaglia, trad. di e. valdrè, minimum fax 2004

(questo è un po’ l’«elementare watson» del senso dell’arte in generale, ma siccome mamet lo formula in modo molto chiaro, mi pare utile conservare il ritaglio.)

pinocchio: materiali

ho intenzione di spiare con interesse il progetto pinokkio di strelnik (già fondatore del necessario blob dei blog, meglio di qualsiasi aggregatore).

perché pinocchio, dopo avermi perseguitato un poco nell’infanzia come fiaba angosciante (sotto forma di libro e dello struggente sceneggiato di comencini), è tornato – a volte ritornano – sotto forma di riferimenti più giocosi ma non meno angoscianti: difficili a spiegarsi, ma forse utili tutte le volte che abbiamo bisogno di identificarci in qualcosa di più meccanico e un po’ men che umano, o forse a richiamare la «vita bambina» di cui parlava carmelo bene.

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abbecedari

ho finito di leggere l’ultima finestragiraffa di péter zilahy (trad. di bruno ventavoli, alet, padova 2004): l’avevo adocchiato mesi fa non solo perché fresca di viaggio in ungheria, ma anche perché attratta da certi libri a cui per comodità si potrebbe far subire l’etichetta di nonfiction letteraria – non saggi, non romanzi, magari illustrati come gli amati anelli di saturno di sebald, possibilmente con un rigore interno forte come underground di murakami o i libri di john berger – insomma, quelli lì. (è un periodo, invece, che faccio molta fatica a leggere romanzi, ma forse, dopo aver passato anni e anni a non fare altro, va anche bene così.)

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scaffali: storia del libro, della stampa, dell’editoria

Libroeocchiali• bruno blasselle, il libro dal papiro a gutenberg, universale electa/gallimard 1997
• lodovica braida, stampa e cultura in europa, laterza, bari 2000
• warren chappell e robert bringhurst, breve storia della parola stampata, sylvestre bonnard, milano 2004
cinquant’anni di un editore, einaudi, torino, 1983
• pierre-marc de biasi, la carta avventura quotidiana, universale electa/gallimard 1999
• riccardo falcinelli & marta poggi, grafogrifo, einaudi (stile libero extra), torino 2004 (graphic novel)
• eugenio garin, editori italiani tra ottocento e novecento, laterza, bari 1991
libri giornali e riviste a milano, a c. di fausto colombo, abitare segesta cataloghi, milano 1998
• blake morrison, la confessione di gutenberg, tea, milano 2002 (romanzo che non ho letto)
• alessandra oleotti e riccardo mezzanotte, breve storia dell’arte della stampa, biblioteca del vascello, roma 2003
• s.h. steinberg, cinque secoli di stampa, einaudi, torino 1982 (2001)

scaffali: alfabeto e scrittura

Manoepennaalfabeto in sogno. dal carme figurato alla poesia concreta, mazzotta, milano 2002
• lewis f. day, alfabeti antichi e nuovi. viaggio nel mondo dei caratteri, edicart, legnano 1992
• carol fiorile, fare calligrafia, stampa alternativa, roma 1992
• adrian frutiger, segni & simboli. disegno, progetto e significato, stampa alternativa/graffiti, roma 1997
• georges jean, la scrittura memoria degli uomini, universale electa/gallimard 1992
• massin, la lettera e l’immagine. la rappresentazione dell’alfabeto latino dal secolo viii ai nostri giorni, garzanti, milano 1995
• aidan meehan, celtic design. a beginner’s manual, thames and hudson, london 1991
• norio nagayama, shodo. la via della scrittura, stampa alternativa, roma 1993
• mark-alain ouaknin, i misteri dell’alfabeto. le origini della scrittura, atlante, monteveglio (bo) 2003
• francesco poli, mirella bandini, giorgio zanchetti, silvia bignami, verbovisuali. ricerche di confine fra linguaggio verbale e arte visiva, collana di quaderni dell’archivio di nuova scrittura del mart, skira, milano 2003
scritture. le forme della comunicazione, aiap, roma 1997

scaffali: type & graphic design

A• angiolo bandinelli, giovanni lussu, roberto iacobelli, farsi un libro, biblioteca del vascello/stampa alternativa, roma 1990
• daniele baroni e maurizio vitta, storia del design grafico, longanesi & c., milano 2003
• lewis blackwell, i caratteri del xx secolo, leonardo arte, milano 1998
bodoni. l’invenzione della semplicità, guanda, parma 1990
• robert bringhurst, the elements of typographic style, second edition, hartley & marks, point roberts (wa)-vancouver, 1996
• brigida di leo, l’arte della tipografia, lupetti, milano 2000
dizionario della stampa e dell’editoria, sperling & kupfer, milano 1996
• giorgio fioravanti, leonardo passarelli, silvia sfligiotti, la grafica in italia, leonardo arte, milano 1997
• friedrich friedl, nicolaus ott e bernard stein, typography. an encyclopedic survey of type design and techniques throughout history, black dog & leventhal, new york 1998
• eric gill, an essay on typography, david r. godine, boston 1988
lexique des règles typographiques en usage à l’imprimerie nationale, imprimerie nationale, paris 1990 (1994)
• giovanni lussu, la lettera uccide. storie di grafica, stampa alternativa & graffiti, roma 1999
• giovanni lussu, libri quotidiani. la grafica dei «libri dell’unità» 1992-1997, stampa alternativa & graffiti, roma 2003
• sergio polano e pierpaolo vetta, abecedario. la grafica del novecento, electa, milano 2002
• rick poynor, typographica, laurence king publishing, london 2001
• manuela rattin e matteo ricci, questioni di carattere. la tipografia in italia dal 1861 agli anni settanta, stampa alternativa/graffiti, roma 1997
• jan tsichold, la forma del libro, sylvestre bonnard, milano 2003
typographers on type, ed. by ruari mclean, w.w. norton & co., new york 1995
un tipografo fra due culture. richard-gabriel rummonds, electa, milano 1999
• alain weill, le design graphique, découvertes gallimard, paris 2003

ancora di pile e scaffali e, ovviamente, di polvere *

Dustvorrei fare mia la categoria del discopolvere individuata da emmebi: visto che sono fresca di riordino dei cd, proclamo subito discopolvere il recente night and day II di joe jackson (delusione proporzionale all’amore per night and day, ovviamente), oltre a cose più vecchie come il terrificante – e premonitore nel titolo – dust di peter murphy, thanksgiving di boo hewerdine (ex bible), southpaw grammar di morrissey (che mi ha impedito di ascoltare tutti i suoi seguenti compreso l’ultimo. ho paura). insomma, tendo a peccare per fiducia nel vecchio talento, più che per attrazione verso il nuovo: sono stata più brava a decidere acquisti come gli ark (il primo) e i franz ferdinand, mi piacciono (ma ho 3 dischi degli ash, e anche ai tempi so di aver ascoltato solo 1977). ce ne saranno certo altri di questi esemplari, annidati negli scaffalini ikeaguinea, ma è meglio se la polvere arriva al punto di renderli invisibili. vorrei proprio darli via, diciamolo. però rimane sempre un dubbio, come per i vestiti che non metti mai. e se un giorno lo ascolto con più attenzione e scopro che è bello? e se è colpa mia che non ero nello stato d’animo di apprezzarlo o non l’ho ascoltato abbastanza per arrivarci? l’insicurezza è in agguato, ma dubito che riuscirà mai a riscattare questi album dalla loro aura inutile. discopolvere sei e discopolvere ritornerai. (* tutte le volte che si parla di polvere, tenere presente che chi scrive è allergica agli acari.)

scaffali: agatha christie

Pinter2ho recuperato il lotto di gialli degli spensierati anni dieci (i miei) da una cassapanca un po' umida. uff, sono tantissimi, non ho voglia di copiarmi i titoli e ho una scusa per non farlo: a quanto pare avevo già tentato un inventario (recto. sul verso c’è solo «N or M 1941 Quinta colonna»).
ci sono 22 oscar gialli,
4 gialli,
1 classico del giallo (trappola per topi, 1979),
1 volume della serie «tutti i racconti di agatha christie»,
1 giallo economico classico newton compton (!),
3 tascabili inglesi fontana di cui uno (ma ne devo avere un altro coevo da qualche parte) del 67, per la precisione un mese più vecchio di me, e inoltre: Pinter1
hercule poirot. l’ora della verità, a c. di a. tedeschi, traduttori vari, mondadori, omnibus gialli, 1975 (rist. 1979; è uno di 5 omnibus* dedicati ad a.c.)
• emma ercoli, agatha christie, il castoro 144, la nuova italia, firenze 1978 (bella copertina)
• sara cortellazzo e dario tomasi, agatha christie il giallo il cinema, aiace, torino 1986. qui qualcosa su ferenc pintér.

* gli omnibus di una volta. li fanno ancora, ne abbiamo uno di ellroy: grafica di copertina orrenda, volume cartonato ma fresato e ricoperto di carta orrenda, interno stampato su carta da cesso (e già che ci siamo, andrebbe additato al pubblico ludibrio anche il genio che un po’ di anni fa ha deciso di comporre tutti i libri mondadori in palatino).