con «tre segretarie in gamba»

Tresegretarieingambacontinua l’inventario collaborativo: c’era chi ne invocava la copertina giorni fa, e chi l’ha prontamente esibita. (ovviamente si tratta del giardiniere e del bibliotecario, che ringrazio molto.)
trattasi dunque di outline for a secretary di angela mack, edito a londra da chatto & windus, nell’edizione italiana f.lli fabbri editori, n. 2 dei libri deliziosi – collana per signorinette, 1957.

una birretta ci sarebbe stata bene

Blacksheep_1invece la proposta era di passare all’inaugurazione della mostra di dave mckean, ma non avevo voglia di tornare fin là e di trovarmi, appunto, dentro un’inaugurazione (la tipica cosa che ti fa saltare la cena, e io divento un po’ urfida, a saltare la cena).
mi sa che ci vado un altro giorno – è sulla strada per tornare dall’ufficio – a vedere che ha combinato mckean par diventare famoso, dopo le copertine di neil gaiman (io ho solo un albo di sandman e uno di death, primi anni 90).  lunedì ci sono i cortometraggi.

la prima mappa di steinberg

che ho visto era riprodotta su una cartolina. non era la famosa copertina del new yorker del 76, bensì una vista analoga in cui si scorgeva new york partendo dal centro di parigi, se non ricordo male (forse la cartolina veniva proprio da lì e, adesso che ci penso, probabilmente non era di saul steinberg ma un’imitazione).

«Mettendoci nella scomoda situazione dell’emigrante, siamo di nuovo come dei bambini» aveva scritto. un esilio, l’infanzia stessa, ma un esilio miracoloso, pieno di visioni e incantesimi. le sue famose «carte geografiche», che partivano da Manhattan, addirittura dalla sua scrivania, non omettevano il cerchio magico Palas, un tempo nelle vicinanze. «sono tra i pochi che continuano e perfezionano il disegno dell’infanzia» confessava.
(…) Aveva tutti i motivi per accompagnarmi a Bucarest e tutti i motivi per evitare il ritorno.
(…) avremmo potuto bighellonare nei luoghi dove c’era, un tempo, il Paradiso Palas della sua infanzia. Aveva però deciso, alla fine, di partire per Milano, la città della sua giovinezza, sostituto più «safe» e con meno sorprese del passato. Invece dell’augurio di buon viaggio, mi aveva mandato la copia di una pagina di un libro su Bucarest, con una pianta in cui aveva cerchiato la zona incantata. «April 12, 1997. Dear Norman, questo è il mio cerchio magico: strada Palas off Antim – Strada Justitiei che interseca Calea Rahovei. Non è più rimasto nulla? Dai un’occhiata se hai tempo.»
Senza gli obblighi dell’ospite e della guida, ho tempo a iosa, il cerchio magico sarebbe nelle vicinanze, ma nnon ho  la forza di contemplare il nulla. I bulldozer della dittatura avevano distrutto il Paradiso Palas, traslato definitivamente a New York, nella memoria del vecchio artista di East Side Manhattan.

(norman manea, il ritorno dell’huligano. una vita, trad. di marco cugno, il saggiatore 2004)

more steinberg maps.
drawings and prints at the adam baumgold gallery.
an interview with anton van dalen, steinberg’s assistant.
the new yorker‘s newyorkistan map.

con steinlen

Steinlen1_1dichiaro chiusa questa settimana piena di gatti sul weblog e di salvaged books.
tra i libri salvati questa settimana da un triste destino in un seminterrato umido c’era un opuscolo della solita dover che raccoglie disegni di téophile-alexandre steinlen tratti dai volumi chats et autre bêtes. dessins inédits, eugène rey, paris 1933 (edizione di 545 copie), da cui vengono disegni come questo,
e des chats. images sans paroles, flammarion, paris s.d., storielle stilizzate così.
steinlen è famoso come illustratore dello chat noir ed evidentemente considerava i gatti il suo manifesto, ma ha fatto anche illustrazioni a tema sociale per lo chambard socialiste (ma ce ne sono altre qui) e umoristiche per le rire, oltre a tanti affiche.
gira per casa mia anche un certo magnete da frigo con un particolare dal gatto sulla poltrona del musée d’orsay, visibile nella galleria  di dipinti e opere grafiche originali della rmn (micio non dissimile dal gatto sulla balaustra).