in questa settimana

come al solito non ho fatto molto di quello che mi ripromettevo. in particolare mi mancano ancora una cinquantina di pagine del libro che mi trascino circa da maggio scorso (sì, è pazzesco) e che volevo finire entro il 2004, il ritorno dell’huligano di norman manea, così pieno di belle cose sull’esilio e sulla patria della lingua, così poco indulgente verso tutte le età dell’uomo, così punitivo nel farti capire che non sai nulla della romania.

bon, rimandato ancora a domani, perché oggi sono stata a vedere la neve.

poi nelle feste sono arrivate un po’ assurdamente altre rose (e solo una proviene da persona gentile al corrente di questo weblog).

evasioni regressivo-creative

assodato un interesse ormai abbastanza pronunciato (per quanto superficiale ed eterodosso) per la cucina, assisto perplessa al sorgere di improvvisi impulsi verso il cucito – ho tagliato dei jeans per farci una gonna, ma devo ancora finirla e son passati mesi – la maglia – almeno una sciarpa sarò in grado di farla, credo, ma ho tenuto il modello di un poncho – e ora persino il ricamo.
però l’uncinetto no, non l’ho mai potuto soffrire. invece mi attira morbosamente l’idea di riutilizzare dei maglioni vecchi per fare del feltro, già.