con «tre segretarie in gamba»

Tresegretarieingambacontinua l’inventario collaborativo: c’era chi ne invocava la copertina giorni fa, e chi l’ha prontamente esibita. (ovviamente si tratta del giardiniere e del bibliotecario, che ringrazio molto.)
trattasi dunque di outline for a secretary di angela mack, edito a londra da chatto & windus, nell’edizione italiana f.lli fabbri editori, n. 2 dei libri deliziosi – collana per signorinette, 1957.

come da manuale

Neve180105se a milano c’è la neve, sono contenta come una biscia (almeno, mi hanno detto che si vede che sono contenta come una biscia). come da manuale faccio le mie tonte foto, e ne metto una qui. è stato l’unico giorno da mesi in cui mi aggiravo senza scarpe pesanti né berretti, però mi sono avvoltolata nella sciarpa turchese che fa sempre una gran scena.

a vedere lo showcase di stan ridgway

ci sono andata (dopo aver valutato che rimini e udine erano veramente un po’ troppo lontane, per me, per un concerto acustico – l’unico tipo di concerto che gli ex famosi si possano permettere dalle nostre parti, pare). c’erano parecchi quarantenni going on 13, cioè parecchi sul totale delle persone, a dir tanto un centinaio. c’era questo signore molto arguto che ha fatto da solo quasi un cabaret di storie di una hollywood minore e canzoni alla chitarra (e un po’ d’armonica), e quando fa così è veramente una delizia, anche se, a differenza di altri musicisti della sua età, sembra uno zio un po’ invecchiato.

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n come…

Unmarediocchi

n come… non lo so, e dunque mi regalo una visione di primavera. un tappeto precoce di «occhi della madonna». si chiamano proprio così! mille occhi di uccelli che guardano il cielo e se ne infischiano di nomi e alfabeti.

questi fiori si affacciano immancabilmente alla mia memoria e nel mio immaginario accompagnati a quelli – altrettanto minuti e stupefacenti – del «centocchio dei campi» o «mordigallina» che gli anglofoni chiamano scarlet pimpernel.
adoro le erbacce e questi piccoli fiori – nonostante si tratti «solo» di fiori di campo (fiori di marciapiede, ormai!) e nonostante ne abbia imparato i nomi: veronica persica, anagallis arvensis, galinsoga parviflora, chelidonium majus

ecco: n come nomi.
se un giorno perdessi la vista, mi rimarrebbero i nomi.

(ma come, «non lo so»? dopo tanto parlare di abbecedari, io
lo sapevo benissimo, a che cosa doveva corrispondere la lettera n in
questo gioco alfabetico-naturalistico del lunedì. non ho suggerito… però vedo che il giardiniere è arrivato alla stessa conclusione. questo
post di s. invita a pensare alle piante dell’infanzia, e io ne ho una
senza nome: quelle foglie pelosette verde scuro, un po’ a forma di
cuore, che si attaccavano ai vestiti e quindi si usavano per inventare
costumi e ornamenti. non ho veramente idea di che erba possa essere.)

motivi per alzarsi la mattina, un lunedì

forse la soddisfazione di chiudere un libro importantissimo per il fatturato aziendale? mah. forse la notizia della fugace presenza di stan ridgway a milano oggi?

la risposta sta nel fatto (mai verificatosi prima, a quanto ricordo) che sono uscita di casa con un quarantacinque giri e un pennarello nella borsa. quel test che gira in questi giorni sulla «età interiore» mi dà 29 anni. going on 13, direi.

una birretta ci sarebbe stata bene

Blacksheep_1invece la proposta era di passare all’inaugurazione della mostra di dave mckean, ma non avevo voglia di tornare fin là e di trovarmi, appunto, dentro un’inaugurazione (la tipica cosa che ti fa saltare la cena, e io divento un po’ urfida, a saltare la cena).
mi sa che ci vado un altro giorno – è sulla strada per tornare dall’ufficio – a vedere che ha combinato mckean par diventare famoso, dopo le copertine di neil gaiman (io ho solo un albo di sandman e uno di death, primi anni 90).  lunedì ci sono i cortometraggi.

werner berg

Berg
sì, quando vedo una bella xilografia in bianco e nero mi abbandono a entusiasmi inconsulti, anche senza conoscerne minimamente l’autore (certo, eh, gli austriaci, i tedeschi, per queste cose…)
poi mi sono consolata perché werner berg non dev’essere poi famosissimo, se in rete ci sono solo informazioni in tedesco (criterio grossolano ma con una sua spietata plausibilità).

un breve profilo in inglese

la stanza delle incisioni al museo berg di bleiburg in carinzia (link alla galleria via life in the present)

una mostra fino al 30 gennaio a vienna.