
dal 1998, una delle prime vacanze con p.: era un campo di legambiente a guspini, vicino alle miniere di montevecchio.
questa volta invece, giro in tenda della costa settentrionale, da olbia ad alghero con escursioni all’interno. ho ripreso da poco a fare campeggio e mi stressa il nuovo problema – non so se tipicamente sardo; in corsica per esempio non sussiste – di evitare i «campeggi-villaggio» carissimi, pieni di animazione, chiasso, tessere club ecc ecc.
vibrazioni positive a marina delle rose: fitta pineta, bel litorale nordico, kitesurfers.
il punto più ridicolo della rough guide: segnala un dolmen alto 6 metri (neanche stonehenge, temo). sì, benché privi della guida di julian cope abbiamo fatto un po’ di tappe archeologiche: vicino ad arzachena i siti di li muri e li lolghi (questa sembra proprio la tomba dei giganti della copertina di the megalithic european), il suddetto dolmen ladas a luras (ci siamo andati col preciso scopo di ridicolizzare la rough guide) e, quanti ai nuraghi, santu antine.
sono stata ad alghero, ma non in compagnia di uno straniero.
la mia ricerca su internet dà come controversa la ricetta degli spaghetti all’algherese. comunque, se si può aggiungere della bottarga, perché non farlo.
il penultimo giorno siamo finiti a berchidda, sede del festival di paolo fresu, dove suonava steve coleman.
la strana deportazione su traghetti moby (penso sia per l’enormità della nave e della gente, ma l’esperienza del traghetto è brutta) ha consentito perlomeno di leggere un bel po’.
dunque, ho casualmente ritrovato le prove di aver già visto gli EN (a differenza di quanto frettolosamente sostenuto