c’è sempre qualcosa di interessante. sabato, questo curioso libro tutto in nero e rosso (fatto molto bene da una casa editrice di nome atlante) che ricostruisce in maniera divulgativa – e anche assai decorativa – l’evoluzione grafica di ogni lettera dell’alfabeto latino a partire dal protosinaitico, un alfabeto ancora «al confine tra l’immagine e la lettera». si tratta di un metodo per scorgere quali ombre di senso si porta dietro il nostro alfabeto, ombre che in gran parte derivano dal significato a cui ogni lettera ebraica, pur all’interno del sistema fonetico, è strettamente collegata. sono suggestioni, ma assai utili per approfondire un po’ il fascino squisitamente formale di queste benedette lettere dell’alfabeto, per dare un’altra accezione al loro corpo e carattere. il rabbino ouaknin è arrivato addirittura a elaborare il metodo dell’archeografia, ovvero «l’analisi e l’interpretazione delle parole in funzione non soltanto della loro radice etimologica, ma anche in funzione della forma grafica delle lettere dell’alfabeto».
Autore: alba
fuga nel 1962
ieri sera ho visto down with love – divertente, ma della commedia sofisticata è meglio rivedere gli originali – ambientato nel 1962. arrivo a casa e in tv c’è heimat 2, l’episodio il gioco con la libertà (link per chi sa il tedesco, non per me), ambientato nel 1962.
un caso, o coincidenze di una tendenza rétro così diffusa che comincia a inquietare persino me e il mio tenace culto estetico degli anni sessanta. non vedo l’ora che passino di moda un’altra volta. al cinema quest’anno c’è stato addirittura il remake di sciarada… (non era male, the truth about charlie di demme, sono solo contraria ai remake. mark wahlberg al post di cary grant… insomma, ci vuole del coraggio). e questa settimana il new york times individua come tendenza moda il ritorno di Miss Prim, la Signorina Linda se non addirittura inamidata, con colletti alla Peter Pan (?). più che vintage, mi pare retrogrado.
per tornare a heimat, scopro adesso che del film-fiume – niente, ma proprio niente a che vedere con la meglio gioventù – reitz ha girato una terza serie, sugli anni dalla caduta del muro di berlino al 1999. le altre parti erano uscite al cinema. e questa?
filastrocche come vengono
if snow could shed its light
upon my windowpane
through winter’s longest nights,
I’d shed my coat of pain.
ruins
è il sito di vitaliano trevisan ed enrico mitrovich, un’indagine sulle rovine – tutto ciò che è nell’architettura e nell’ambiente un residuo, quasi un rimosso – nella città (vicenza). peccato per la grafica un po’ così. a me era piaciuto non poco il romanzo di trevisan i quindicimila passi.
aggiunta: desolation, una pagina che collega ad altri «abbandoni», nonché infiltration, the ‘zine about going places you’re not supposed to go.
26.04.04: un sito americano, dark passage (link via totentanz)
11.05.04: altro sito newyorkese (non più aggiornato): underny.com.
24.05.04: un post in tema su things.
25.05.04: arg, un altro post pieno di link su scribblingwoman.
non c’è rosa senza spina
afflitta dall’epidemia di blogreferenzialità in atto nella rete nonché da un momento di vera frivolezza, metto qui un’illustrazione per un post di palmasco. giuro che non lo faccio più.
passo delle cento croci

la giornata del gatto??

fino a ieri non avevo idea che oggi fosse la giornata del gatto, qualunque cosa ciò significhi (ho trovato una strana spiegazione qui). in genere non gradisco molto, pur essendo notevolmente gattara di mio, la retorica gattofila e il merchandising felinizzato così invadenti da qualche anno a questa parte. i calendari, per esempio: insopportabili. e i libri sui gatti non sono da meno… con le dovute eccezioni. gattegoria (adelphi 2003, nella collana per bambini «i cavoli a merenda», da cui questo disegno) è, credo, l’unico libro di edward gorey disponibile in italia. meraviglioso.
qui, gorey gattaro.
e poi: il sito goreography,
the edward gorey bibliography site,
due storie, the gashlycrumb tinies e the disrespectful summons,
un’intervista scritta e una filmata.
ossessione del giorno: la lista della spesa.
obsessive link of the day: the grocery list collection.
basta, non si può continuare a pensare che ogni pezzo di carta inutile oggi potrà significare qualcosa domani. è malsano.
oggi teatro
a milano nord con la metrotranvia 4, per lo spettacolo del teatro della cooperativa nome di battaglia lia, sulle partigiane di niguarda, con la sala fitta fitta (teatro e territorio: funziona, fatto bene).
per motivi familiari le cose che so io di prima mano sulla guerra riguardano soprattutto parma, perciò sono molto contenta di vedere che è stato il comitato provinciale di parma per le celebrazioni del 25 aprile ad aggiudicarsi il dominio venticinqueaprile.it.
al teatro della cooperativa c’ero stata solo un’altra volta, una torrida sera dell’estate scorsa a sentire gli anarchistes (to’, hanno un blog). una serata dimagrante e rincuorante.
semifreddo all’imperatrice
