Antique blog with a sentimental value, from the times when we branched out on the internet armed with anonymousness and our passions, no interest in making it a day job.
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To drown a rose («Il blog più disgustosamente neoromantico mai visto») in tempi di anonimato in rete, esterofilia e manifesti programmatici, questo archivio resta un inventario di cose lette sentite viste pensate che attira insperato traffico da google su argomenti balzani, e che ogni tanto, in modo un po’ horror, tende a rianimarsi.
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argh.
purtroppo da RCS non mi sarei aspettato molto di meglio (e lo dico da ex), ma questo è troppo…
Perché non chiamarla “facepalm” la collana?
A me le librerie ultimamente mettono ansia. E subito dopo l’ansia subentra la malinconia.
Non c’è più religione.
appunto. per ravvivare il mio personale culto del libro avrei deciso di inventariare tutta la nostra biblioteca su http://www.librarything.com. un’altra impresa donchisciottesca, ma mi pare avere un senso.
Adoro il tuo inciso (“a volte le librerie mi fanno paura”). Cattura una sensazione che ormai in Italia e in Francia sto provando troppo spesso, assieme all’ansia e allo schifo.
ciao avi, pure in francia? o tempora o mores.