nel salotto dei residents

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[teatro leonard da vinci, milano, 15.05.10]
una poltrona con i centrini, un caminetto con fuoco artificiale e sulla mensola altre fonti luminose: una vecchia abat-jour, un televisorino acceso su una nebbia grigia.  scenario lynchiano come i personaggi che appaiono nei 3 schermi rotondi a raccontare le loro storie di fantasmi.
i residents ora sono in 3: si presentano come randy alla voce, chuck alle tastiere e bob alla chitarra, mentre del quarto residente si parla come di un tale carlos tornato in messico a curare la mamma, stanco di 40 anni di vita rock'n'roll. l'attuale travestimento è il seguente: frontman mascherato da anziano in vestaglia (e questo, fra le strategie di sopravvivenza sul palco delle rockstar attempate, mi pare un vero colpo di genio), i muti strumentisti in tight con giacca di lamé rosso, maschere e parrucche dread nere, occhiali da saldatore (sembrano un po' degli insettoni). 
lo spettacolo procede più o meno così, inquietante ma colorato, stridente ma senza perdere il ritmo, una specie di miracolo gradito da un capo all'altro della nostra fila (da m., ascoltatore esperto che afferra le storie in americano e la bravura dell'allampanato chitarrista, all'altra m., bambina di dieci anni al suo primo concerto rock): sarà merito della sintesi residenziale – perfettamente messa a punto, suona sempre attualissima – fra elettronica, rumorismi, narrazione, sinistre filastrocche, citazioni pop (la canzone della coca-cola all'inizio, all I have to do is dream degli everly brothers) e western (six more miles di hank williams, bury me not on the lone prairie).  cronologicamente devono essere i genitori di tutte le cose che mi piacciono nello spettro: legendary pink dots <—-> stan ridgway.

ps: ho provato ha inserire il cd-rom di gingerbread man nel computer. viene visualizzato come un'applicazione classic: riposi in pace (non mi ricordo assolutamente più cosa ci fosse dentro).

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3 risposte a "nel salotto dei residents"

  1. LF maggio 16, 2010 / 7:12 pm

    Quando il Cd-Rom sembrava la nuova ed elettrizzante frontiera della *multimedialità*

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  2. ivan maggio 16, 2010 / 7:58 pm

    a memoria dovrei pure averlo gingerbread (in ogni modo se non ce l’ho lo provai in negozio all’epoca ma non funzionava)
    ps.: io li vidi laiv con il cube-e tour mi pare fosse il 1990 (in quel di s.giovanni lupatoto, vr)

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  3. rose maggio 16, 2010 / 9:02 pm

    sì, erano cd rom per mac (anche quello di laurie anderson – per i mac non c’erano videogame ma ‘sta roba sì :o). cose anche divertenti ma macchinose, si è capito subito che non prendeva piede… ma i residents hanno usato qualsiasi supporto audio-video dal 70 a questa parte!

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