5 nuovi racconti di antonia byatt

escono raccolti nel volume little black book of stories. Questa recensione assai accattivante è di ali smith, la scrittrice scozzese di hotel world, un libro dalla fuorviante copertina rosa-smalto-per-le-unghie che avevo letto volentieri per lo stile (anche se i romanzi di storie singole che poi risultano intrecciate non sono proprio i miei preferiti).

di a. byatt ho letto possessione, la vergine nel giardino, still life, la torre di babele, il fiato dei draghi e angels and insects (due racconti lunghi che forse dovrei rileggere perché non mi ricordo nulla). the biographer’s tale giace da anni in una pila di libri in attesa del «momento giusto», ma la signora non dà tregua, e continuano anche le traduzioni italiane (di solito di anna nadotti per einaudi). in fondo negli ultimi anni è tra gli autori che ho letto più assiduamente. una fedeltà che non è mia abitudine, soprattutto verso chi scrive tanto, ed è così presente anche sui giornali. credo che a.b. di recente abbia addirittura trovato il tempo di recensire harry potter.

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