non pensavo che la morte di uno stilista mi avrebbe addolorato così

The Face McQueen

ma il lavoro di mcqueen era speciale: una continua riflessione sul corpo – le sue armature, le sue protesi – attraverso la storia del costume; la tecnica della più alta sartoria usata per materializzare un immaginario molto elevato, di una bellezza inquieta e aliena.

Bjork         Aimee 

il vertice forse è nelle immagini della sua collaborazione con il fotografo nick knight (fan di bjork: vedere anche la performance a fashion rocks 2003).

S_S_2004

ultima rimpatriata di folk apocalittico

dei concerti della settimana scorsa, ovviamente ho perso quelli divertenti e sono andata a sentire sol invictus sabato.
del resto mi toccava; visti più volte douglas p e david tibet, tony wakeford prima o poi doveva arrivare.
come al solito non ho scritto la setlist, ma somigliava abbastanza a quella di lipsia.
quanto alla riuscita, per immaginarsela si può vedere un po' del concerto di itri dell'altr'anno: per esempio abattoirs of love o sawney bean.
il nostro panzone si è esibito seduto, lasciando buona parte della scena al più vispo andrew king, particolarmente apprezzabile in una gran versione di black easter (lui fa we take death out of the village, we bring summer into the village).
al basso e ogni tanto ai tamburi c'era questa caroline jago, mentre la signora al violino e flauto era un po' l'anello debole (volendo fare del folk, per quanto apocalittico, bisognerebbe essere vagamente più ferrati).

il tunnel ha ripreso a fare concerti, e rispetto agli anni che furono hanno trovato il modo di far funzionare il riscaldamento (sempre pessimo essere cacciati appena dopo il concerto, come se stesse per scatenarsi chissà quale forsennato clubbing).
certo la ship of fools londinese sarebbe meglio (vedo che l'anno scorso c'è andata pure la vera rose!)

la pianta nuova per l’ufficio

Succulenta1Succulenta2

potrebbe forse essere una haworthia multifolia, boh.

l'acquisto segue un evento increscioso: la vigilia di natale avevo spostato sul pianerottolo delle scale il potos nel vaso blu e la ciotola di cactus (insieme al filiforme bambù del collega) per non lasciarli dieci giorni al buio.  il quattro gennaio le mie piante erano sparite (il triste bambù era ancora lì). 
ancora non riesco a credere che qualcuno del quarto piano, andato in ufficio durante le feste e decisosi a scendere le scale a piedi, se le sia portate via, eppure sembra non ci sia altra spiegazione. ma come faccio a crederci?
si sarà portato un sacchetto apposta? sarà stato qualcuno che usa i posti macchina? o devo introdurmi al quarto piano con un paio di baffi finti per vedere se le piante sono lì?