ultimo giro in libreria sotto natale

Biscotti attorno all’una la libreria dei ragazzi e la libreria del corso erano posti abbastanza tranquilli e accoglienti con musica non invasiva. Nel primo non avevano neanche sentito nominare l’erbario di emilie vast, nel secondo ne avevano almeno venti copie (casomai ve ne servisse una).

in other news, è l’anno dei biscotti fatti in casa:questi qui li ha fatti la collega p., io ho prodotto degli sgorbietti di gingerbread, al centro yoga c’erano i biscotti fatti dalla figlia della titolare, ma soprattutto, l’omaggio dei grafici cool consisteva in una scatoletta con la scritta auguri in lettere di pastafrolla. improvvisamente, è tendenza.

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a milano sotto natale

che cos'abbiamo di bello:

la stazione centrale definitivamente trasformata in centro commerciale (con apposita campagna di affissioni).
contiene la libreria feltrinelli più grande del mondo: nominalmente ha altrettanti titoli quanti ne ha la feltrinelli duomo, ma percettivamente sembrano di meno. il piano nobile è carino e ha un corner di costosi snack biologici o inglesi (o entrambe le cose). il piano sopra è una sala eventi per metà occupata da un magazzino libri. il piano sotto ha un'aria seriamente svantaggiata irriscattabile dagli scaffali di libri per bambini.

il nuovo museo del novecento, che non ho ancora visto. raccolte voci di corridoio:
1. ci sono code all'ingresso (per un paio di mesi è gratuito)
2. il quarto stato aveva più senso al termine del percorso ottocentesco della galleria d'arte moderna che non a dare inizio a questo (benché sia in effetti del 1901).

i soliti numerosi grandi negozi dove acquistare qualcosa di grazioso per le persone amate. e dove però viene diffusa musica a un volume tale che starci abbastanza (da riuscire a comprare qualcosa) comporta sofferenza fisica. l'anno prossimo, shopping online anche per i regali.

poi, ieri sera sono tornata a piedi dalla cena natalizia aziendale (nonostante i tacchi nuovi, che si sono rivelati comodissimi), così ho guardato bene i numeroni sui grattacieli. trattasi del progetto n. 31 del festival led:*

Growing by numbers
Architettura Attuale_Paolo Cesaretti, Antonella Dedini, Guendalina Di Lorenzo
Coordinamento progetto Ing. Roberto Cigada
Grattacieli di Milano (Numero 1 Torre Galfa ; Numero 3 Pirelli 39; Numero 5 Torre FS Garibaldi
A; Numero 7 Torre FS Garibaldi B; Numero 9 Torre César Pelli)
Una numerazione progressiva delle architetture che si elevano in altezza nell’area
Garibaldi_Varesine. Nell’area che, al centro della città, è l’emblema di questa trasformazione,
contiamo i grattacieli della città che sale. E uniamo tutti i numeri con una linea ideale che
tratteggia la mappa della città del futuro.
Partner Illuminotecnico Zumtobel
Partner tecnico Clod srl

direi l'installazione più carina fra quelle che ho visto finora (vogliamo parlare degli imbarazzanti «vestiti di luce» sponsorizzati dagli svedesi in corso vittorio emanuele?) ma l'iniziativa mi pare non reggere il confronto con le luci d'artista di torino (va be', lì partivano dalla serie di fibonacci di merz sulla mole antonelliana, altro che numeroni sui grattacieli…)

* sta, ho scoperto, per light exhibition design (chevvordì?). ma comporterà anche, come immaginavo io, che siano tutti progetti con luci a led? boh, speriamo.

one more ghost

il fotografo a cui porterò questo reperto avrà il suo bel da fare.
ecco una parte di un nebbiosissimo negativo che misura 58 x 82 mm (pollici 2 e 1/4 x 3 e 1/4, credo; dunque possibile formato kodak 105, 620 o 520 film pack?).
qui propendo più per una provenienza dalla famiglia paterna e sul soggetto ho un’ipotesi completamente infondata (diciamo piuttosto un desiderio).

blow up in casa b.

insomma avevo da anni in un cassetto questo negativo molto rovinato dall’aria antica, trovato sparso a casa dei miei. chissà come mai (non capendo un tubo di fotografia, si potrebbe dire), pensavo fosse ancora più vecchio di quel che realmente è, e pensavo di non conoscere la persona ritratta.
a quanto ho capito facendo una ricerca in base alle dimensioni, potrebbe essere un fotogramma di un rullino kodak 121 (pollici 1 e 5/8 x 2 e 1/2, in produzione dal 1902 al 1941) per una piccola macchina a soffietto.

una delle prime cose che ho fatto dopo aver messo le mani su uno scanner che riprende anche negativi è stato acquisire l’immagine (anche se devo ancora capire come acchiapparla intera, visto il formato strano – lo scanner vorrebbe solo 35mm).
facendolo per la prima volta ho sbagliato un’impostazione e l’immagine è apparsa sul monitor ancora in negativo. allora ho pigiato l’apposito comando per invertire il bianco e nero.
mi è apparsa una signora dall’aria familiare, che mi ha ricordato altre foto di famiglia.

con grande struggimento mi sono resa conto che era quasi certamente mia nonna, e per essere più sicura mi sono precipitata a identificare lo sfondo.
mia madre ritiene del tutto possibile che la foto l’abbia scattata il nonno alla nonna negli anni 20.
intanto la stampante fa elaborazioni proprie di quel freddo giorno d’inverno di tanto tempo fa.

(ho provato in tutti i modi, ma gli occhi non si vedono.)

a fresh start

Whitebowl fra la tinteggiatura dell'appartamento (e relativo salasso monetario) e la tazza dell'upim (1,99) ha preso piede, mio malgrado, un irresistibile processo di revisione domestica che non ha lasciato libro indisturbato, disco trascurato, calzino non rivoltato, bioccolo di polvere intatto. il grande dio acaro si è vendicato potentemente, ma sta per tornare in riposo (spero).
mai capitata una cosa del genere: dove mi si posano le dita, ribalto l'esistente. non ricordo da quanti anni non avevo una simile sensazione di spazzar via ragnatele dalla testa (perché di questo alla fine si tratta). ho persino affrontato il cassetto delle garanzie degli elettrodomestici e il ripostiglio degli stracci. e continuo a ritoccare, scartare, sistemare come se avessi in testa un qualche ordine che va assolutamente realizzato. qualcuno mi fermi…
ps del resto il gomasio era scaduto nel 2007.

è passato un mese

fa freddino e ho preso il raffreddore, inoltre sono schiava di un impulso di riordino/eliminazione di fuffa domestica ed elettronica e devo ripartire per qualche giorno, ma volevo almeno innalzare un requiem alla piccola nikon che ha illustrato il blog per 6 anni: ha dato “errore obiettivo” appena prima delle vacanze (che tempismo). in spagna ho provato a usare la panasonic di p. ma fa molte più cose e non mi sono accorta che era impostato il formato panoramico! sarò costretta a evolvermi, o a soccombere…
per la cronaca, i gatti invece stanno bene.

sul balcone

sfrutto finalmente la poltroncina artigliata dai gatti e il primo soffio d'aria della giornata per segnalare:

pop group gratis a torino il 10 settembre, sempre nella rassegna mito, il giorno prima di john cale.
saremo abbastanza vispi per passare il fine settimana scorrazzando di qua e di là? si vedrà.

per ora l'energia non basta neppure a postare le illustrazioni del primo novecento che avevo scansionato prima dell'onda di calore; inoltre mi aspetta un'altra settimana piena di grane prima delle sospirate ferie, quindi darei addirittura appuntamento a dopo ferragosto, ritemprata dall'atlantico spagnolo, spero. olé.

c'entra solo perché da parte di madre pepe carvalho è galiziano: non avevo mai letto montalbán, sto un po' rimediando alla lacuna… dal tipo di seguito che ha temevo gialli più stereotipati, invece è pieno di cose belle. cloni italiani di montalbán, vergognatevi. ecco la memorabile pagina della metropolitana dei mari del sud.
ora batto in ritirata perché una zanzara mi ha punto un dito piccolo del piede sinistro, ciao.

souvenir da milano

eccoci qua. vita d’ufficio, episodiche fruizioni culturali e, visto il periodo, pure parecchia politica.

venerdì scorso, una mattina di sole, verso le nove e un quarto ero in piazzale maciachini a fare uno scambio di bozze con e.; nei pochi minuti d’attesa mi sono interrogata per l’ennesima volta sulla natura degli enormi tubi blu con taniche grigie che rappresentano la maggiore attrattiva della piazza, nell’aiuole erbosa centrale, e mi sono rammaricata di non avere la macchina fotografica per immortalare il raggio di sole che entrava dalle finestre dell’complesso scolastico confalonieri, mettendo in risalto i vetri polverosi e i palloncini di carta colorata attaccati sui vetri. in alto i piccioni stavano perfettamente allineati sul cornicione, sotto la torretta ornamentale e il cielo azzurro. (da quando ho letto quella frase di sebald/stendhal mi sforzo di non indulgere troppo al morbo del fotografare tutto il fotografabile, ma la parola poi mi sembra faticosa o retorica o insufficiente. forse non ho un talento descrittivo.)

sabato sono andata alla manifestazione per piazza fontana. benché in linea di principio non fossi d’accordo che ce ne volessero due, una volta istituito il corteo concentrato sui fatti – mai abbastanza assodati per l’opinione pubblica – «strage di stato» e «pinelli assassinato» (che, mi dicono, il comitato organizzatore ufficiale non aveva intenzione di sottolineare esplicitamente), siamo andati lì.  corteo partecipato e tranquillissimo, ma alla fine poca gente a sentire gli interventi in piazza santo stefano.  la coda del corteo ha preferito cercare di entrare in piazza fontana: cosa discutibile; ancor più discutibile che la piazza fosse chiusa dalla polizia; peraltro non un episodio particolarmente violento, visto che da pochi metri di distanza non si percepiva neppure (noi l’abbiamo capito dopo).
la sera, evasione: gilliam al cinema.

domenica era il mio compleanno, abbiamo fatto i turisti: a piedi in centro a vedere il giovanni battista di leonardo a palazzo marino (con coda sotto il monumento a leonardo), giro alla libreria verdi (libro), pranzo fuori. pomeriggio: miserabili di paolini allo smeraldo, gradevole.
al telegiornale, la sera: la bizzarra aggressione al «corpo del capo».

martedì, serata sul 15 dicembre al teatro della cooperativa. particolarmente interessanti gli interventi di pasquale valitutti e degli avvocati mariani e boneschi. mi piace sempre sentir parlare della nonna di valpreda. paolo rossi è vivo e lotta insieme a noi.
nella notte, pochi ardimentosi tentano di ricordare la gente inspiegabilmente morta tra le mani della polizia con scritte davanti alla questura.

stamattina, notizia del pacco bomba alla bocconi. il volantino è in uno stile bizzarro, si può leggere sul corriere.
per non pensare alla strategia della tensione, lezione di yoga, ma è l’ultima fino a dopo l’epifania.  tra poco tutto sarà panettone a perdita d’occhio.
stasera, notizia dell’arresto del  pittoresco assessore a giovani, sport, turismo e sicurezza della regione lombardia. vi mancherà prosperini punto tv?