visioni eterogenee

di fine/inizio d’anno. andare al cinema, si sa, è una delle cose per cui vale la pena di andare a parigi. px diceva: riusciremo a vedere un film di melville? pronti. non un bensì il film di melville, le deuxième souffle. che, caso strano, ha anche in italiano un titolo bellissimo, seppure un po’ lungo: tutte le ore feriscono, l’ultima uccide (traduzione del motto latino che si vede su certe meridiane e che, via melville, dà il titolo a un archivio per ora poco nutrito di questo blog, quello a sfondo più, boh, esistenzial-autobiografico). però il massimo della ricercatezza (o della coincidenza) è proiettare questo film il 29 dicembre, che nella storia è il giorno della rapina fatale… basta, non dico altro.

primo film dell’anno, invece, il dracula danzerino e cinese (più comica che film espressionista, nell’adottare il muto e il bianco e nero) di guy maddin. non sarebbe male vedere i suoi film precedenti; in francia un paio sono usciti in sala.

secondo film dell’anno, a mo’ di bentornato, un italiano che si vede tutto d’un fiato, caterina va in città di virzì. immagino sia un po’ preoccupante identificarsi con la protagonista avendo più doppio dei suoi anni, non?

armi con le ali

s’intitola l’articolo di monbiot di questa settimana, sul centenario dell’invenzione dell’aeroplano. ben lungi dall’unirsi al coro di retorica sul progresso, il severissimo gm ci ricorda che i fratelli wright hanno pensato, progettato e venduto al governo degli usa l’aereo non come strumento per andare a spasso ma come macchina da guerra, diventata un’arma di distruzione di massa usata senza il minimo scrupolo nei conflitti mondiali e in vietnam. ma ce n’è anche per i voli commerciali: un passeggero di un volo andata e ritorno inghilterra-florida produce più anidride carbonica di un automobilista medio in un anno (e recentemente l’organizzazione mondiale della sanità ha calcolato che i cambiamenti climatici uccidono 150.000 persone l’anno). Il caro george a natale non diventa più buono, anzi. e lo amo per questo, ma solo perché ho la coscienza sgombra: stavolta in vacanza ci andiamo in treno.